Giocava a guardie e ladri con i figli, ma quel "ti sparo" avrebbe allarmato la vicina al punto che la donna ha deciso di chiamare i carabinieri. I quali non hanno potuto fare altro che accertare come stessero le cose, e gli hanno perquisito l’appartamento, alla ricerca di un’arma che non è stata trovata. Questa la versione fornita da un cattolichino, di 50 anni, che ha raccontato del brutto quarto d’ora che avrebbe passato qualche giorno fa. "Ci sarebbe da ridere – dice – ma io non mi sono...

Giocava a guardie e ladri con i figli, ma quel "ti sparo" avrebbe allarmato la vicina al punto che la donna ha deciso di chiamare i carabinieri. I quali non hanno potuto fare altro che accertare come stessero le cose, e gli hanno perquisito l’appartamento, alla ricerca di un’arma che non è stata trovata.

Questa la versione fornita da un cattolichino, di 50 anni, che ha raccontato del brutto quarto d’ora che avrebbe passato qualche giorno fa. "Ci sarebbe da ridere – dice – ma io non mi sono divertito per niente". Secondo il suo racconto, qualche giorno prima del ‘blitz’, era in casa insieme alle bambine e stavano divertendosi insieme. "Stavamo giocando a guardie e ladri – racconta l’uomo – quelle cose che si fanno abitualmente con i figli. Urlavamo ‘adesso ti sparo’, "ti uccido’ e frasi simili. Era caldo e le finestre erano naturalmente tutte aperte e sicuramente le grida si sentivano molto bene anche dall’esterno". Lui, spiega, è separato dalla compagna e ha le figlie solo a periodi fissi. "Chiunque sia stato a a fare ‘la soffiata’ ai carabinieri ha aspettato che le mie figlie tornassero a casa". Perchè, sempre secondo la sua versione, sabato mattina è arriva la ‘sorpresa’.

"Ero andato al bar a prendermi un caffè, come faccio di solito. Erano circa le 7,30, e proprio mentre stavo uscendo ho visto la macchina dei carabinieri che si fermava davanti a casa mia. Così mi sono avvicinato e ho visto che chiedevano i documenti a un paio di persone. Poi mi sono avvicinato e mi hanno domandatoil nome. Quando glieloho detto, mi hanno chiesto si salire in casa mia. Una volta dentro, hanno cominciato a perquisire l’appartamento. Cercavano una pistola. Ma io non ho una pistola, nè l’ho mai posseduta. Infatti non hanno trovato niente. Quindi mi hanno chiesto di seguirli in caserma, dove mi hanno fatto altre domande. Io non ho niente da nascondere, e ho spiegato ai carabinieri che stavo solo giocando a guardie e ladre con le mie figlie, e che le grida che si sentivano erano soltanto per finta". L’uomo sostiene di essere sicuro di sapere chi sia stato a fare la spiata ai militari. "Sicuramente è stata una mia vicina di casa, la quale ha creduto che stesse succedendo chissà che cosa. Almeno spero che sia così. Perchè a vederla dal di fuori è tutta da ridere, ma io ci sono stato male parecchio, e anche adesso non mi è ancora passata".

I carabinieri della Tenenza di Cattolica l’hanno rimandato a casa, ma le indagini sembrerebbero ancora in corso, come se alla storia ne mancasse ancora una parte.