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23 apr 2022

I giudici fanno ripartire i balli al Coconuts

Accolto il ricorso di Lucio Paesani contro l’ordinanza di demolizione. Il Tar condanna il Comune a pagare 2mila euro di spese legali

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Al locale Coconuts

Rimini, 23 aprile 2022 - Paesani batte il Comune di Rimini uno a zero. Quest’estate il Coconuts potrà utilizzare la pista da ballo. I giudici del Tar hanno accolto il ricorso con cui il titolare della discoteca (nonché candidato alle ultime comunali, con una lista civica di centrodestra) si opponeva al Comune, che gli aveva intimato di demolire la copertura realizzata sopra la pista. Copertura lì presente dal 2008, autorizzata dagli uffici comunali. Eppure nel 2019, in seguito ad alcuni accertamenti della polizia locale, era scattato il sequestro dell’area ’incriminata’ (circa 180 metri quadrati, tutta la pista da ballo lato lungomare) e la denuncia per abuso edilizio. Lucio Paesani è finito a processo, è stato assolto ma a fine dicembre, pochi giorni dopo la sentenza, è arrivata l’ordinanza in cui il Comune imponeva di demolire la stessa copertura ritenuta abusiva. Da qui il ricorso urgente al Tar con cui Paesani, tramite l’avvocato Franco Fiorenza, ha chiesto di sospendere immediatamente l’ordinanza di demolizione del Comune. I giudici hanno dato ragione al titolare del Coconuts, "considerando la sentenza penale agli atti" e soprattutto il fatto che "l’intervento edilizio è stato assentito con titolo allo stato valido ed efficace". I giudici hanno condannato il Comune a pagare 2mila euro di spese legali.

Esulta Paesani, dopo il verdetto del Tar: "Sono contento del fatto che la giustizia abbia riconosciuto che le tende che mi si ordinava di rimuovere erano invece state autorizzate. Si chiude una parentesi assurda e incomprensibile: il Coconuts tornerà a a essere protagonista dell’offerta turistica di Rimini". Sì perché, in attesa che i giudici decidano nel merito, la pista da ballo sarà di nuovo utilizzabile. A Paesani rimane "il disappunto per le fatiche e le amarezze che un imprenditore deve affrontare per portare avanti i suoi progetti, e per il prezzo ingiustificato da pagare considerando non solo i danni materiali ma anche quelli di immagine che nessuno potrà risarcirmi. Continuo a sperare che il richiamo della politica alla semplificazione non sia più solo uno slogan, ma diventi concretezza per il bene delle imprese".

ma.spa.

 

 

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