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20 mag 2022

In un anno soccorse oltre 250 donne

Convegno al museo, in sala anche i figli della vittima del delitto che si è consumato a fine aprile. Bellini: "Violenza di genere in crescita"

20 mag 2022
Emma Petitti, presidente dell’assemblea legislativa regionale, e a destra la vicesindaca Chiara Bellini durante il convegno sulla violenza di genere
Emma Petitti, presidente dell’assemblea legislativa regionale, e a destra la vicesindaca Chiara Bellini durante il convegno sulla violenza di genere
Emma Petitti, presidente dell’assemblea legislativa regionale, e a destra la vicesindaca Chiara Bellini durante il convegno sulla violenza di genere
Emma Petitti, presidente dell’assemblea legislativa regionale, e a destra la vicesindaca Chiara Bellini durante il convegno sulla violenza di genere
Emma Petitti, presidente dell’assemblea legislativa regionale, e a destra la vicesindaca Chiara Bellini durante il convegno sulla violenza di genere
Emma Petitti, presidente dell’assemblea legislativa regionale, e a destra la vicesindaca Chiara Bellini durante il convegno sulla violenza di genere

Nel 2021 sono state circa 250 le richieste di soccorso da parte delle vittime ai diversi sportelli di aiuto; oltre 6.000 le notti di ospitalità per donne e minori vittime di violenza fisica o psicologica; più di 30 le donne ospitate, e più di 40 i minori, nelle case rifugio. Sono alcuni drammatici numeri diffusi all’incontro sul femminicidio al Museo, intitolato ’La gelosia non uccide. Femminicidio e violenza di genere’, organizzato dal Comune, Rete donne Rimini e Casa delle donne. Tra la cinquantina di cittadini presenti anche i figli della vittima del femminicidio avvenuto a Rimini a fine aprile. La vicesindaco Chiara Bellini ha sottolineato come "la coraggiosa presenza dei figli della vittima del recente femminicidio debba responsabilizzarci tutti, amministrazione, associazionismo, società civile, cittadini, verso la diffusione di una vera cultura antiviolenta. Un fenomeno, quello della violenza di genere, pericolosamente in crescita e non solo perché – come qualcuno sarebbe portato a pensare – le donne sono più propense a sporgere denuncia rispetto al passato, ma proprio perché la donna, anche in virtù del suo percorso per il raggiungimento della parità, continua a subire nuove forme di violenza e prevaricazione che sembrano accentuarsi anziché diminuire".

"Per questo – ha aggiunto – unitamente al lavoro delle forze dell’ordine e dei centri antiviolenza l’amministrazione lavora per ampliare le attività culturali e di sensibilizzazione, lavorando di concerto con coloro che in prima linea si battono per il contrasto alla violenza".

Quella sulle donne, sottolinea la presidente dell’assemblea legislativa della Regione Emma Petitti, "non è un fatto privato ma coinvolge ognuno di noi". Del sistema di contrasto e prevenzione "fanno parte anche le forze dell’ordine", rimarca il comandante provinciale dei carabinieri Mario La Mura, ricordando che sono due le stanze, di cui una a Rimini, per accogliere e ascoltare le persone più fragili, vittime di violenza, con personale dedicato e appositamente formato. D’altronde, tira le fila il questore Rosanna Lavezzaro, "l’ascolto e il soccorso alle donne vittima di violenza per ogni uomo della polizia e delle forze dell’ordine deve essere un dovere assoluto".

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