Rimini, 21 giugno 2018  - Dopo la Novarese, ora tocca alla Bolognese. Un'altra ex colonia di Miramare a Rimini torna a nuova vita, e stavolta non solo per una notte (com'era accaduto alla Novarese con la festa di Jaegermeister). Per un'intera estate, dal 24 giugno a fine agosto, la Bolognese sarà animata da spettacoli, concerti, eventi e incontri. Un'iniziativa partita dall'associazione Il Palloncino rosso, che da tempo si interroga sul futuro delle ex colonie e propone azioni per combattere il degrado nelle strutture abbandonate.

Nasce così "Riutilizzasi colonia Bolognese", che coinvolgerà numerose associazioni e realtà del Riminese. "Non facciamo altro che sottrarre questo spazio allo spaccio, al degrado, ai malintenzionati. In questi giorni di sopralluoghi abbiamo avvistato tanti pusher: ci auguriamo che con la nostra presenza stiano lontani dalla Bolognese"; è l'auspicio dell'avvocato Luca Zamagni, presidente de Il Palloncino rosso. Gli eventi alla Bolognese sono stati resi possibili grazie a Ettore Trippitelli e Fabrizio Tentoni, i due commercialisti nominati curatori fallimentari dal tribunale dell'immobile, uno dei 'gioielli' della Cmv.

"Abbiamo imprenditori interessati alla Bolognese, ma per il tipo di immobile e di procedura ci vorrà ancora molto tempo. Crediamo che la nuova legge sui condhotel possa rendere più appetibili l'ex colonia, nel frattempo abbiamo creduto in questo progetto di riutilizzo temporaneo dello spazio che renderà tutta l'area più sicura".

I curatori hanno dato anche un contributo economico, mentre l'impresa Dbm di Marino Bellucci ha messo in sicurezza la colonia per gli eventi estivi. In cartellone anche rassegne cinematografiche, concerti, spettacoli (in collaborazione con il festival Le città visibili) e pure lezioni di yoga, pilates e ginnastica con l'associazione sportiva Fan. "Questa è una risposta dal basso a spazi che aspettano da tanto tempo di essere riqualificati - sottolinea il sindaco Andrea Gnassi - E anche a chi, l'anno scorso, dopo gli stupri sulla spiaggia di Miramare, qualcuno a fini elettorali aveva dipinto questa zona come il Bronx".