L'automobile dove si è scontrato Nicky Hayden (foto Migliorini)
L'automobile dove si è scontrato Nicky Hayden (foto Migliorini)

Rimini, 23 maggio 2017 - Omicidio stradale. Dopo la morte di Nicky Hayden, il pm di Rimini Paolo Gengarelli modificherà, come da prassi, l’ipotesi di reato nei confronti dell’operaio di 30 anni (difeso dagli avvocati Pierluigi Autunno e Francesco Pisciotti) coinvolto nel terribile incidente con il pilota americano.

Decisivo, al fine di ricostruire l’esatta dinamica dello scontro, potrebbe essere un filmato, che gli agenti della Polizia municipale hanno recuperato dal sistema di videosorveglianza di una casa vicina al luogo dell’impatto. Le immagini mostrerebbero Hayden tirare dritto allo Stop, immettendosi sulla Riccione - Tavoleto proprio mentre sopraggiunge l’automobile. Riprese nitide, che hanno spinto il comandante dei vigili, Pierpaolo Marullo, a parlare di «mancata precedenza e velocità del mezzo» come cause dell’incidente.

Resta infatti da capire a quanti chilometri orari stesse viaggiando la macchina con cui si è scontrato Hayden. È questo uno dei nodi che dovrà sciogliere il consulente nominato dalla Procura di Rimini. Le stesse parti nomineranno, nelle prossime ore, i loro periti. Sul posto i vigili hanno rinvenuto anche un iPad: è probabile che al momento dell’impatto l’ex campione del mondo dellla MotoGP stesse ascoltando musica con le cuffiette.

«Siamo distrutti» hanno detto ieri i familiari dell’investitore. Poche parole, che danno l’idea del grandissimo dolore provato in questo momento dal morcianese e da chi gli sta attorno. Nei giorni scorsi il padre del 30enne di Morciano si è recato all’ospedale ‘Bufalini’ di Cesena per incontrare i parenti di Hayden ed è rimasto per alcuni minuti a parlare con la madre del pilota.

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