Tensione a Rimini, operai salgono su una gru per protesta: “Vogliamo essere pagati”. Recuperati dopo 3 ore di mediazione

Sul posto carabinieri, vigili del fuoco e 118 per negoziare la loro discesa in sicurezza. I lavoratori tra i 19 e i 21 anni, fanno parte di una ditta operante in un cantiere per la costruzione di alcune palazzine.

Rimini, 5 marzo 2024 – Sono state ore di tensione. Di apprensione. Di protesta. Ad alta quota, dall'alto dei 25 metri di altezza del braccio meccanico di una gru nel cantiere di via Dario Campana 42 a Rimini, dove intorno all'ora di pranzo, alle 13.30 circa, tre operai più il titolare di una ditta del Milanese che si occupa di costruzioni in cartongesso si sono arrampicati con la volontà ferrea di non scendere finché "non ci sarà pagato quanto ci spetta".

Un messaggio gridato prima al telefono con la Cgil e il Carlino e poi direttamente dalla gru, dove la protesta sospesa è continuata per circa tre ore, fino a quando i soccorsi non sono riusciti, dopo una lunga negoziazione, a convincere gli operai rimasti sospesi a scendere dal macchinario. Ma andiamo con ordine.

Sono le 13.30 circa quando tre operai di 19, 20 e 21 anni più il titolare della ditta per cui lavorano (tutti egiziani) decidono di salire sulla gru. La ditta, subappaltata da un'altra ditta edile del Riminese e incaricata di svolgere costruzioni di cartongesso nel cantiere di via Dario Campana 42 in San Giuliano, non avrebbe infatti visto nemmeno l'ombra di un centesimo nel corso dei quasi cinque mesi di lavori che li hanno impegnati nel cantiere ed è proprio per questo, per pretendere il compenso che spetterebbe loro e che invece in nessun conto bancario è stato ancora trasferito che i quattro decidono di arrampicarsi sulla gru.

Prima di farlo, però, il titolare diffonde la notizia alla Cgil e, successivamente, alla stampa locale. L'allarme si propaga a macchia d'olio. Sul posto intervengono i vigili del fuoco, un'ambulanza del 118 e i carabinieri del Nucleo operativo e per la tutela del Lavoro. Ma le cose ai soccorsi appaiono sin da subito complicate.

Dal braccio meccanico gli operai sbraitano al nugolo di persone disotto di volere i soldi che gli spettano. Una cifra, ipotizzata attorno ai 30mila euro, che il titolare della ditta per cartongessi ribadisce con fermezza ai carabinieri dopo essere sceso volontariamente dalla gru per primo e dopo pochi minuti dall'arrivo delle forze dell'ordine nel cantiere.

E' a questo punto che si comincia a intavolare una complessa trattativa con gli operai ancora sospesi nel vuoto. Il braccio di ferro, con i rappresentanti della ditta appaltatrice, è sui bonifici pretesi e mai fatti, con istanti di tensione accresciuti dai continui urli degli operai sospesi, mentre passanti, curiosi e residenti restano con gli occhi incollati sulla scena.

Al cantiere arriva anche il negoziatore dei carabinieri del reparto operativo di Ravenna, il quale comincia via telefonica a intavolare una trattativa per risolvere la controversia. Non aiuta nemmeno la pioggia, che dopo due ore dallo scattare dell'allarme inizia a farsi battente sulla città. Ma è solo dopo tre ore e due bonifici da settemila e cinquemila euro che anche i tre operai rimasti sulla gru si decidono a scendere, risolvendo l'impasse che ha preoccupato per ore i soccorritori.

Ora, operai e titolare della ditta di cartongessi rischiano una denuncia per procurato allarme, mentre i carabinieri sono al lavoro per ricostruire la catena di appalti e sistemi di sicurezza del cantiere per verificare se ci siano possibili irregolarità.