Covignano (Rimini), 9 giugno 2018 - Strutto, amore e fantasia. Da sessant’anni la Ilde sforna una delle piade più amate dai riminesi. «E mica solo da loro… Sa quanti turisti vengono appositamente a Covignano, per gustare la nostra piadina? C’è chi fa ne grandi scorte e le mette in valigia prima di tornare a casa». La piada del bar Ilde è un’istituzione. Proprio come Ilde Urbinati, da sempre dietro al bancone del locale. «Mio padre Antonio aprì nel 1958. All’inizio era un semplice chiosco di bibite e gelati. I miei fratelli studiavano, io avrei voluto fare altrettanto ma mio padre mi diceva che non potevo aspirare ad altro e quindi tanto valeva che lavorassi nel nel chiosco». Ne ha fatta di strada da allora il baretto di Covignano, che mercoledì celebra i sessant’anni con una grande festa. «Il nome lo abbiamo scelto negli anni ’70, quando ho intestato a me la licenza. Prima i riminesi lo chiamavano semplicemente il baretto».

Il grande successo per il bar Ilde è arrivato negli anni ’80 e ’90, quando Covignano, grazie al Paradiso e agli altri locali dei dintorni, è diventata la collina delle notti riminesi. «Anni d’oro – assicura Ilde – Aprivamo al pomeriggio e chiudevamo alle 3 o alle 4 di notte. Ero amica di Gianni Fabbri. Mi ripeteva sempre: io e te siamo gemelli, le nostra attività sono nate insieme. In effetti il bar Ilde ha aperto un anno dopo il Paradiso, inaugurato nel 1957». Il Paradiso non c’è più (il locale tornerà all’asta a fine mese), hanno chiuso anche le altre disco nelle vicinanze e pure l’Assassino. «Eh sì, siamo rimasti l’ultima frontiera di Covignano. Negli ultimi anni il lavoro è molto cambiato: apriamo già a mezzogiorno, e la sera chiudiamo finalmente a un’ora decente…». Ma la Ilde non è cambiata. A 80 anni suonati ogni giorno sale al ‘baretto’, e manda avanti l’attività insieme ai due figli Nicoletta e Gianluca. «Io ho fatto l’interprete per 25 anni, mentre mio fratello lavorava come responsabile amministrativo in un’azienda di San Marino – racconta Nicoletta – Dal 2010 abbiamo iniziato a lavorare assiduamente qui. Nel 2016 nostra madre ci ha regalato l’azienda, ma lei continua a essere presente più che mai. Non le sfugge niente, e se potesse sarebbe ancora ai fornelli a cuocere la piadina».

La ricetta è sempre la stessa, dal 1958. «L’ha brevettata mia madre Maria – continua Ilde – e l’abbiamo tramandata fino a oggi. Certo, oggi abbiamo molte più farciture (quasi un centinaio) e vari impasti, ma la nostra piadina è rimasta identica». Come il locale. «L’abbiamo risistemato un po’ e fatto qualche abbellimento nel corso degli anni, ma il bar in fondo è rimasto quello di un tempo – osserva Nicoletta – Ci sarebbe piaciuto ampliarci, ma la zona di Covignano è vincolata, non si può. Nel frattempo abbiamo comprato anche il terreno su cui sorge il bar: oggi è tutto nostro». E c’è già la quarta generazione ai fornelli: le figlie di Nicoletta, Federica e Francesca, studiano all’università e lavorano nel locale. Ma la Ilde, di andare in pensione, non ci pensa proprio. «Finché sto bene, resto qui. L’inverno lo passo curando gli acciacchi, e l’estate la trascorro al bar». Un personaggio come pochi, Ilde Urbinati, che per quasi 40 anni è stata anche attrice nelle commedie dialettali di Guido Lucchini. «Ero bravina, poi ho dovuto lasciare per... limiti d’età». Ma la regina della piada non ha intenzione di appendere il mattarello al chiodo.