L’anziano trasportato all’ospedale per le ferite riportate
L’anziano trasportato all’ospedale per le ferite riportate

Rimini, 8 sttembre 2019 - Lo hanno trovato sanguinante, terrorizzato, con le lacrime agli occhi. A quasi novant’anni, era piegato su stesso, incapace di opporre resistenza. Ha guardato i carabinieri che erano arrivati a ‘salvarlo’ e li ha ringraziati. Perdeva sangue da un braccio e sulla testa presentava un livido: trauma cranico ed escoriazioni per una prognosi di quindici giorni, la ‘sentenza’ dell’ospedale.

Ancora una volta quell’anziano padre era stato picchiato a sangue da suo figlio, L.C, 50 anni, di Cattolica, (difeso dall’avvocato Monica Cipriani) una storia difficile alle spalle, fatta di droga. E non era la prima volta che il cinquantenne alzava le mani sul papà, classe 1930. Non più più tardi di quattro giorni fa era stato suo fratello a sporgere denuncia contro L.C, sempre per maltrattamenti in famiglia, ai danni del loro padre.

Ma venerdì sera i carabinieri, allertati da un vicino di casa, sono arrivati in tempo per mettere fine a quell’incubo: per il cinquantenne, attualmente disoccupato, sono scattate le manette. L’evidenza dei fatti parlava da solo: il papà novantenne sanguinava sotto i colpi del figlio. Il litigio era nato nel tardo pomeriggio di venerdì. Tra padre e figlio, che vivono a Cattolica, in pieno centro, la scintilla scoppia per motivi economici. Ogni giorno il cinquantenne, che non lavora, pretende dall’anziano genitore, cento euro. E se non ‘sgancia’ il denaro, sono botte. Venerdì però il cinquantenne alza la posta, non gli bastano più cento euro, vuole molto di più.

"Dammi cinquecento euro o fai una brutta fine», intima all’anziano. Il papà cerca di fargli presente che non può più dargli tutti quei soldi, non ce la fa più, con la sua pensione, a far fronte a tutte le spese. Per tutta risposta, sempre stando alla prima ricostruzione dei carabinieri di Cattolica, guidati dal tenente Antonino Miserendino, il cinquantenne inizia a colpire il padre. Le urla di dolore del novantenne richiamano l’attenzione dei vicini di casa, una coppia di ucraini. L’uomo si precipita in soccorso dell’anziano e immediatamente chiama i carabinieri. Quando arrivano trovano l’anziano sotto choc e sanguinante: per il figlio violento scattano le manette per la flagranza di reato dei maltrattamenti. L’anziano poi svela ai carabinieri mesi e mesi di soprusi e violenze subite, accuse confermate anche dagli altri familiari. E ieri mattina L.C, assistito dal suo legale, è comparso in tribunale per la direttissima, negando ogni addebito: «E’ un complotto di mia sorella», ha detto al giudice che però ha convalidato l’arresto, tenendolo in carcere.