Controlli durante il coprifuoco
Controlli durante il coprifuoco
Un’estate col coprifuoco? "Sarebbe l’ennesima mazzata per il turismo", dicono in coro i sindaci della Riviera. Tutti compatti - una volta tanto - nel chiedere di togliere limitazioni orarie durante la stagione turistica. Anche perché nella vicina San Marino i ristoranti e i bar possono restare aperti fino alle 23,30, e dal 26 aprile non ci sarà più alcun limite d’orario. Ma il governo Draghi ieri ha spento ogni speranza: il coprifuoco alle 22 per ora resta, ma potrebbe essere portato alle 23 o tolto da giugno. Tra i primi a chiedere l’alleggerimento delle restrizioni c’è Rimini. Per l’assessore alle Attività economiche Jamil Sadegholvaad "sono comprensibili le ragioni del governo, ma è altrettanto vero, come ci ha insegnato l’esperienza dei mesi passati, che comprimere gli orari porta agli assembramenti e a situazioni di...

Un’estate col coprifuoco? "Sarebbe l’ennesima mazzata per il turismo", dicono in coro i sindaci della Riviera. Tutti compatti - una volta tanto - nel chiedere di togliere limitazioni orarie durante la stagione turistica. Anche perché nella vicina San Marino i ristoranti e i bar possono restare aperti fino alle 23,30, e dal 26 aprile non ci sarà più alcun limite d’orario. Ma il governo Draghi ieri ha spento ogni speranza: il coprifuoco alle 22 per ora resta, ma potrebbe essere portato alle 23 o tolto da giugno.

Tra i primi a chiedere l’alleggerimento delle restrizioni c’è Rimini. Per l’assessore alle Attività economiche Jamil Sadegholvaad "sono comprensibili le ragioni del governo, ma è altrettanto vero, come ci ha insegnato l’esperienza dei mesi passati, che comprimere gli orari porta agli assembramenti e a situazioni di più difficile controllo". Lo stesso "vale per l’ipotesi di aprire i locali che hanno solo tavoli al chiusi soltanto dall’1 giugno e fino alle 18: porterà più problemi che vantaggi".

Per Sadegholvaad "va considerata la possibilità di portare la chiusura dei locali alle 23, magari con gradualità, durante maggio". Era quanto chiedevano tanti governatori, a partire da Bonaccini, ma il governo ha respinto e confermato le 22. Ma per Sadegholvaad "non è sicuramente pensabile il coprifuoco come quello attuale anche in estate".

Netta la posizione anche della sindaca di Riccione, più volte intervenuta sul tema. "Dire coprifuoco – attacca Renata Tosi – è come dire: non facciamo turismo. Non serve ad arginare la pandemia né a evitare gli assembramenti. Il governo deve inserire una data in cui il coprifuoco verrà eliminato per sempre. Un Paese con il coprifuoco è come un paese in guerra". La Tosi ricorda che dal ministro del Turismo Massimo Garavaglia, incontrato sabato scorso, "sono arrivate risposte di buon senso. Ha detto che le misure gradualmente saranno allentate. Bene allora se resta il coprifuoco alle 22 fino alla fine di maggio, ma da giugno va eliminato".

Insomma, tra un mese "basta coprifuoco, che penalizza tutti: i locali, i negozi e tutte le altre attività. A Riccione, quale turista va a dormire alle 22 senza fare due passi per girare i negozi o prendere un gelato? Mantenere il coprifuoco durante l’estate avrebbe un doppio danno: far ammassare le persone in orari più limitati e decretare la crisi profonda e senza rimedio di tutte le località balneari. Si fa ripartire il turismo, non lo si può zavorrare di obblighi e di coprifuoco. Da giugno l’estate deve essere senza limiti d’orario, con vacanze in sicurezza grazie ai protocolli".

Non ha dubbi anche il primo cittadino di Misano, Fabrizio Piccioni: il coprifuoco "è incompatibile con il turismo. Significherebbe rinunciare agli eventi. Cosa facciamo, annulliamo la Notte rosa e tutto il resto? E le attività commerciali e turistiche, vogliamo farle chiudere alle 22 o alle 23? Non scherziamo". Per il sindaco "parlare ancora oggi di coprifuoco in vista dell’estate è un autogol clamoroso: tanti turisti potrebbe rinunciare a venire in Riviera e fare le loro vacanze all’estero. Non mi pare che i Paesi concorrenti dell’Italia prevedano il coprifuoco in estate".

Sulla stessa linea anche i sindaci di Bellaria e Cattolica. Per Filippo Giorgetti, primo cittadino bellariese, "il coprifuoco non è efficace, avrà un duplice effetto negativo: far ammassare le persone nei locali tra le 20 e le 22 e danneggiare i pubblici esercizi. E poi, parliamoci chiaro: è difficile promuovere la vacanza in Italia mantenendo ancora il coprifuoco, quando c’è maggiore libertà in altri Paesi e la possibilità di fare una vacanza ’piena’. Il turismo può essere il volano della ripartenza, ma vanno tolte limitazioni inique e inefficaci come il coprifuoco".

"Ma io sono convinto – dice il sindaco di Cattolica Mariano Gennari – che a giugno il coprifuoco sparirà, sarà eliminato. Me lo auguro per il bene del turismo e del Paese. Fino a quel momento, credo che il coprifuoco alle 23, anziché fino alle 22, sia un rischio calcolato, dato che torneremo quasi sicuramente in zona gialla e potranno pertanto riaprire i locali e i ristoranti". Niente da fare: resta per ora il coprifuoco alle 22.