Misano (Rimini), 11 settembre 2016 -  "Vuoi vedere le corse dalla tribuna? Centoventi euro e l’affare è fatto". Alle nove di mattina i bagarini sono già nelle loro postazioni attorno all’autodromo di Misano, mimetizzati nella corrente umana che risale la via Del Carro. Spuntano come funghi: cinque, dieci, quindici. Le loro ‘prede’ sono i fanatici delle due ruote: quelli che vogliono a tutti costi vedere Valentino, Marquez e Lorenzo sfrecciare sulla pista, ma che non sono riusciti a trovare il biglietto in tempo. Nessun problema: ci pensano loro, i venditori abusivi.

"Posso darti un abbonamento per la tribuna D, qualifiche e gara: in tutto fanno 140 euro". Basta presentarsi nel parcheggio davanti al circuito, per essere subito abbordati dal piazzista di turno. Ogni tanto lancia occhiate furtive attorno, pronto a volatilizzarsi all’apparire di una divisa. "Guarda che è un bel prezzo - dice, con un sorriso da ‘compagone’ e l’inconfondibile accento campano - . Altrimenti, se ti interessa solo la domenica posso mettertelo a 120 euro". Mica male, considerato che lo stesso posto veniva di listino soltanto quindici euro in più. A quest’ora poi (10.30 di ieri) gli ultimi ingressi per la tribuna Brutapela ancora in vendita su Ticketone partono da 135.

Più in là un altro tizio fa avanti e indietro con un cartello su cui c’è scritto ‘compro biglietti’. Vendi anche?, chiediamo. "No" risponde, e tira dritto. Poi torna subito indietro. "Scusa, pensavo fossi uno sbirro. Se ti interessa, posso farti entrare nella tribuna di via dell’Autodromo: bastano 120 euro". Un altro bagarino fiuta subito l’affare e si intromette nella discussione. "Lascia perdere: io con 130 euro ti do un biglietto per la tribuna D e il braccialetto per girare liberamente dentro il circuito: puoi anche mangiare al ristorante".

Ma quello degli ingressi non è il solo business che ruota attorno alla MotoGp. Ci sono anche i parcheggi nei cortili delle case. Nelle vie dietro l’autodromo si parte da 10 euro al giorno per auto e moto. "Quest’anno – borbotta un residente con la pettorina gialla – il Comune ci ha chiesto 30 euro per avere la licenza, più un euro per ogni moto e due per ogni macchina. Stringi stringi, non ci resta poi molto". E poi c’è il merchandising. La maglietta con il numero 46? Servono 35 euro. Il cappellino del Dottore? Bisogna tirarne fuori 30. "Ma sbrigatevi, perché se Vale oggi fa la pole qui prezzi andranno alle stelle".

Intanto nei giorni scorsi a Cattolica la Guardia di Finanza ha sequestrato circa 600 gadget contraffatti, tra magliette, sciarpe, bandiere e tazze: molte riproducevano in maniera illecita il marchio ‘VR46’, oltre agli stemmi di Juventus, Real Madrid, Arsenal, Inter e Manchester United e altre squadre di calcio.