La premiazione di '130 righe'
La premiazione di '130 righe'

Bologna, 2 luglio 2015 - Genere poco frequentato, in Italia, quello del racconto breve che, invece, pensiamo ai capolavori di Raymond Carver, è uno strumento affascinante e lieve per portare in scena un universo intero. Come succede con la canzone pop, che, nel breve volgere di una melodia, può diventare profonda rappresentazione del mondo. Per questo un’occasione come quella offerta dal Resto del Carlino ai nuovi talenti della scrittura con l'iniziativa 130 righe: un anno, una storia è davvero unica. Anche perché la presenza nella giuria, presieduta da Andrea Cangini, direttore di QN-Resto del Carlino e composta anche da Alberto Federici, direttore Comunicazione Unipol, da Roberto Uberti, responsabile Formazione Unipol che è sponsor del progetto, e dallo scrittore Valerio Massimo Manfredi, è un’ulteriore garanzia della serietà dell’iniziativa.

Sono arrivati quasi 600 scritti, ognuno, come prevedeva il regolamento, dedicato a una storia, reale o di fantasia, ambientata in un anno, che veniva assegnato al momento della registrazione, compreso tra il 1885 e il 2015. L'iniziativa, infatti fa parte delle celebrazioni per il 130 anni del giornale (LO SPECIALE). I racconti come ha sottolineato il direttore Cangini, durante la cerimonia di premiazione che si è svolta ieri al Cubo, sono stati realizzati in grande maggioranza da scrittori che hanno superato i 45 anni, segno che la necessità, l’impellenza di affidare alla narrazione il proprio universo interiore non è solo una scelta delle generazioni più giovani. E l’età spiega anche le stratificazioni culturali che emergono dai racconti, elaborate e ricche di riferimenti a letture importanti, come se la scrittura di chi ha partecipato al concorso fosse anche frutto di una approfondita familiarità con la storia della letteratura. Meno attenzione alle grandi vicende politiche, ma uno sguardo rivolto, specie nei racconti che hanno conquistato i primi tre posti della classifica, alle storie minime, alla vita di ogni giorno che in queste pagine diventa una sorta di centro del mondo come lo conosciamo.

SUL PODIO, il gradino più alto è stato occupato da Melissa Magnani con Via Begatto numero 19, al secondo Roberto Gerace con Da cosa scappano le comete, al terzo Fedra Galassi con L’errore. I primi dieci classificati entreranno a far parte di un libro antologico che verrà distribuito gratuitamente in una tiratura di 150.000 copie allegato al Resto del Carlino «Ho trovato molti talenti autentici. Non pochi di loro - ha detto Valerio Massimo Manfredi - meritano di essere pubblicati, e anche letti, che è la cosa più difficile. Da questo concorso potrebbero uscire i protagonisti della narrativa italiana dei prossimi anni. Spero di ritrovarli ai vertici delle classifiche di vendita».