Bologna, 1 luglio 2020 - Vorrei ricordare mio padre Adolfino Alessandri, vittima della banda della "Uno bianca". Quest'anno la pandemia ha bloccato molte iniziative, anche la cerimonia pubblica che tutti gli anni si teneva non si è fatta. Ma non parlarne è come dimenticare. Era la sera del 26 giugno 1989 Adolfino incontrò davanti casa i fratelli Savi che fuggivano dopo aver rapinato la Coop di via Gorki a Corticella. L'allora sindaco Renzo Imbeni ci scrisse queste parole: "Non si è voltato da un'altra parte e ha chiamato con il loro nome uomini che avevano già sparato per rapinare e uccidere. Lo ricordiamo come testimone di un impegno civile che fa onore alla sua famiglia e a tutta Bologna. Il sindaco Virginio Merola ci ha scritto "E' stato ucciso perchè non di è voltato dall'altra parte. Il suo gesto, quel non nascondersi dietro ad un muro di omertà, gridando invece "delinquenti cosa fate?" in faccia a spietati assassini gli è costata la vita.
A distanza di tanti anni vi è un rammarico nel constatare che la nostra Repubblica non ha onorato Adolfino Alessandri. Lo diceva il poeta Roberto Dall'Olio: Adolfino/un eroe semplice/e quotidiano/che non chiuse gli occhi/ai criminali/il suo sguardo saggio/non può tacere/l'Italia gli renda omaggio. E' su questo auspicio detto in versi che vorrei che il  ricordo di Adolfino Alessandri, mio padre fosse occasione per riflettere, per non dimenticare. Grazie.
Stefano Alessandri

risponde il condirettore de il Resto del Carlino, Beppe Boni

Forse ci sarà una commemorazione in meno, forse un discorso che doveva esserci e non c'è, ma l'esempio di Adolfino Alessandri resta scolpito per sempre nel firmamento del senso civico e nella mente delle persone perbene. Una targa per lui è appesa in cielo. Il suo gesto non fa onore solo a Bologna e alla sua famiglia, ma all'Italia intera. Se ci fossero  più cittadini come lui forse anche la  disonestà sarebbe meno diffusa. Troppo spesso chi vede ciò che non va si volta dall'altra parte, anche nelle piccole cose. La legalità si conquista anche con l'impegno civile, non si può pretendere che sia un concetto da appaltare solo alle forze dell'ordine o alle istituzioni. Il primo passo tocca sempre alle singole persone. E il più delle volte serve coraggio. Come quello di Adolfino Alessandri che non si è voltato dall'altra parte. L'Italia onesta lo ringrazierà per sempre.
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