Bologna, 26 settembre 2021 - A questo giro non si sa veramente chi votare. Matteo Lepore rappresenta la continuità del mandato di Virginio Merola, sindaco uscente e questo basta per non mettere la croce sul suo nome. Fabio Battistini è uno sconosciuto e Stefano Sermenghi ha cambiato più partiti che auto, probabilmente. Ma anche fra i candidati in consiglio comunale, ho trovato sorprese. Fra i vari nomi, mi ha colpito quello di Antonio Landi. Dieci anni fa candidato con scarso successo per il Pdl, cinque anni fa buttato fuori dal M5S e ora nel Pd. Una bella giravolta.

Lorenzo Benfenati, Bologna

La lettera, risponde il condirettore del Carlino Beppe Boni

Con i partiti che ormai non sono più strutture così solide e stratificate, come li abbiamo conosciuti fino alla fine degli anni Ottanta, bisogna mettere in conto che anche gli elettori sono più fluidi, più inclini al cambiamento di rotta nel momento in cui si avvicinano all'urna elettorale. La caccia agli indecisi è la consuetudine quotidiana dei leader dei grandi partiti come Enrico Letta per il Pd, Matteo Salvini per la Lega, Giorgia Meloni per Fratelli d'Italia. I sondaggisti stimano che gli elettori tentennanti siano intorno al 40 per cento a livello nazionale. I partiti e i candidati li aspettano al varco. Certo, a Bologna le previsioni danno in vantaggio Matteo Lepore sul centrodestra e così a Rimini e Ravenna per i candidati del centrosinistra, ma il plotone di coloro che ancora pensano cosa fare il 3 e 4 ottobre può cambiare gli equilibri. Se, pur senza eleggere il sindaco, il centrodestra riesce ad ottenere il ballottaggio e a mandare in consiglio comunale un buon numero di propri rappresentanti sarà comunque un aspetto destinato ad influenzare la vita politica della città. Vale a Bologna come per le altre sedi elettorali. Ecco perchè i leader e locali e nazionali lanciano appelli proprio a chi deve decidere in Zona Cesarini da che parte stare.Ultimi giorni di caccia.
beppe.boni@ilcarlino.net
voce.lettori@ilcarlino.net