Bologna, 23 settembre 2021- Giorni fa, dietro una siepe, ho visto una cosa bianca che si muoveva: era una lucertola con le zampe impigliate nell'elastico di una mascherina, gettata a terra da un maleducato. Più l'animale si muoveva e più rimaneva impigliato. Mi permetterei, quindi, di suggerire una cosa molto semplice, sia per chi butta le mascherine, sia per i maleducati che le gettano a terra: strappare un'estremità degli elastici, sia sul lato destro che sinistro delle mascherine. Così non ci sarà più il rischio di rimanere impigliati nella parte elastica, sia per gli animali sia per noi vecchietti. Vi faccio infatti presente che ho anche assistito, di fronte ad un supermercato, all'inciampare di una persona anziana, che con un piede aveva pestato la mascherina e con l'altro si era impigliata.

Marisa Ventura

La lettera, risponde il condirettore del Carlino Beppe Boni

Colpisce la sensibilità di questa signora di 84 anni (ci perdoni la segnalazione dell’età, ma è significativa) perchè è un segnale di grande civiltà che andrebbe diffuso come insegnamento. Per due buoni motivi. Uno. Dimostra grande sensibilità verso gli animali, anche quelli che nessuno nota, come una lucertola, se non coloro che hanno un occhio più attento. Due. L’attenzione di segnalare la maleducazione di chi getta le mascherine a terra è da premio, soprattutto se proviene da una nonna che ha già percorso buona parte della strada della vita e sarebbe autorizzata a pensare soprattutto a se stessa anzichè alle cattive abitudini del prossimo. Infine, ricordiamo che una mascherina, fra l’altro potenzialmente infetta, impiega anni per decomporsi. Se non smaltite correttamente, le protezioni possono trasformarsi in un danno ambientale. Basta dare un’occhiata in giro per accorgersi che le strade ne sono invase, spuntano nei boschi, se ne trovano all’uscita dei supermercati e nei parcheggi degli ospedali. I cittadini autori di questi gesti sono irresponsabili e incivili. E’ un’azione scellerata che andrebbe punita senza pietà.

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