Bologna, 13 ottobre 2021 - A Bologna abbiamo un museo anatomico bellissimo, nessuno lo conosce, inoltre hanno reperti nelle cantine, che per mancanza di personale non vengono riportati alla luce.  Con l'aiuto di ingegneri informatici si riuscirebbe a fare un museo strabiliante. Ricordo che l' università di Bologna è la più antica d' Europa ed ha delle potenziali incredibili. La cultura oltre che un bene per tutti è anche business.  
Ivonne Paganelli

Risponde il condirettore de 'il Resto del Carlino' Beppe Boni

L'elenco delle città che lasciano nei sotterranei o nei magazzini statue, opere d'arte, quadri, arazzi è lungo. I musei soprattutto hanno patrimoni di inestimabile valore conservati nei sotterranei. Spesso non si tratta di scelte dettate da cattiva volontà ma da spazio che manca per esporre con dignità oggetti di valore. Va detto che il museo anatomico di Bologna è un gioiello poichè, fra le altre cose, visitando le sale si può ricostruire il percorso evolutivo delle tecniche di conservazione del corpo, a partire dalla mummificazione fino alla moderna plastinazione di cui, nelle teche, sono esposti alcuni reperti di recente fattura. In ogni caso, se è vero ciò che viene segnalato dal lettore, non sarebbe un caso unico. Si tratta di una consuetudine diffusa. Gran parte delle opere d’arte di tutto il mondo si trova nei depositi. In genere i grandi musei espongono circa il 5 per cento della loro collezione. In molti casi è successo che ricchi mecenati donano opere ai musei che poi finiscono per essere nascoste. A partire dal Seicento, quando le prime collezioni d’arte hanno cominciato a essere accessibili al pubblico, i musei hanno accumulato grandi quantità di opere destinate ad essere al servizio della collettività. Dunque si nasconde in generale un tesoro sommerso. Tempo fa la Corte dei conti affermò che “non esiste una catalogazione definitiva, specie per i reperti archeologici”. Così come non esiste, per i grandi musei statali, una stima del valore delle opere possedute.

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