Bologna, 14 ottobre 2021 - Le informazioni sull'andamento della pandemia ci dicono che la situazione sta migliorando e che i ricoveri a Bologna sono ridotti al minimo. A questo punto non si capisce come mai avendo bisogno di prenotare visite specialistiche di controllo ci si senta rispondere che le agende sono quasi tutte chiuse, sia nel servizio pubblico che nel privato convenzionato. I piani terapeutici scadono e nessuno sa fare di meglio che prendere nota del nome e del numero di telefono per richiamare quando possibile prevedendo però tempi lunghi, oppure inviarci in località come Bazzano, Castiglione dei Pepoli o Porretta.
Silvana Modelli

risponde il condirettore del Resto del Carlino, Beppe Boni


Il problema esiste ed è diffuso: secondo i dati Istat con la pandemia è stata cancellata mediamente una prestazione extra Covid su 5. E ad oggi sono ancora tanti i ritardi delle Regioni nel recupero delle prestazioni sanitarie rinviate a causa del Covid, nonostante i fondi destinati dal decreto legge dello scorso 14 agosto e previsti anche nel Decreto Sostegni bis. Lo dice un'indagine realizzata da Cittadinanzattiva. L'Emilia Romagna, tuttavia, è una delle regioni che faticosamente sta recuperando più in fretta di altre.  I dati indicano per l'Emilia-Romagna il 95% delle prestazioni e il 35% dei ricoveri recuperati al 31 dicembre dello scorso anno, mentre le Marche sono  al 50/70% delle prestazioni e dei ricoveri.  In ogni caso si parla di migliaia di prestazioni (compresi gli interventi chirurgici) ancora da recuperare. E forse è il caso di velocizzare il piano sanitario ipotizzato dalle Regioni. Altrimenti questi ritardi si trascineranno per mesi e mesi con danni alla salute dei pazienti. In Emilia Romagna l'assessorato alla sanità aveva promesso il piano delle Asl a fine settembre. Siamo già a metà ottobre.

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