Veronesi (Cna) per il Nettuno (Foto Schicchi)
Veronesi (Cna) per il Nettuno (Foto Schicchi)

Bologna, 12 giugno 2015-  Per gli artigiani della Cna, il Nettuno «non è una statua, un monumento inanimato, ma è come una persona, un amico, uno di casa», afferma Valerio Veronesi, presidente di Cna Bologna. Fondata il 14 giugno 1945 – poco meno di due mesi dopo la Liberazione della città – l’associazione dell’artigianato bolognese compie 70 anni. E ha deciso di partecipare alla raccolta fondi per il Nettuno lanciata dal Carlino, annuncia Veronesi, «con una donazione di 20mila euro da destinare ai restauri». E sempre il Gigante sarà al centro di una due giorni di eventi che la Cna organizza il 16 e 17 luglio – proprio in piazza Nettuno –, come parte dei festeggiamenti per il 70°, che in realtà, fra città e provincia, dureranno tutto l’anno. 

«In piazza – spiega Cinzia Barbieri, segretario di Cna Bologna – faremo una grande festa, dedicata a tutta la città, con spettacolari giochi di luce, videoproiezioni, protagonista il Nettuno, e un grande ospite». Il nome è ancora top secret. «Ma – assicura la Barbieri – sarà un bel regalo alla città. Vogliamo ridare morale ai nostri artigiani, alzare il percepito della felicità ai nostri 12mila associati, alle loro famiglie e ai bolognesi tutti». 

L’ultimo restauro della fontana del Nettuno, negli anni 1988-1990, fu eseguite a quattro mani da Giovanni Morigi e Otorino Nonfarmale – due firme eccelse del restauro – entrambi associati Cna. Morigi, in particolare, ricorda Veronesi, «è stato un presidente molto amato della Cna, alla fine degli anni Novanta, e oggi è presidente onorario».
Per Veronesi, i primi ricordi del Nettuno risalgono «a quando, da bambino, con la mamma, venivo in piazza, e sotto il Gigante davo da mangiare ai piccioni. Poi, da ragazzo, i primi appuntamenti: ‘Ci vediamo in piazza, sotto al Nettuno’». Alla festa di luglio, Veronesi e la Barbieri invitano tutta la città. Perché «per noi, Cna è Bologna, è l’artigiano che incontri al bar, con cui puoi ancora parlare in dialetto».

Il resturo della fontana costerà, secondo una prima stima del Comune, circa 7-800mila euro. Palazzo d’Accursio ne stanzia 200mila; il resto viene raccolto attraverso un’azione di crowdfunding, una raccolta fondi a cui si può partecipare sia con il tradizionale conto corrente (ne sono stati aperti due: uno del Carlino, l’altro del Comune), sia donando online – con carte di credito e Paypal – dal sito www.ilrestodelcarlino.it/bologna. L’intervento – durata prevista: un anno – riguarda, oltre ai bronzi del Giambologna, i marmi della vasca, l’impianto idrico interno (che dà acqua ai novanta zampilli della fontana) e d’illuminazione, la cui impermeabilità è ormai compromessa.5 

di Luca Orsi

 

Vuoi contribuire subito?

Clicca qui per donare online con carta di credito o Paypal