Coppa Cev, un’impresa esaltante. Ora tutte le energie sul campionato

Stagione senza Europa dopo l’impresa in Belgio dello scorso aprile. Forze in più per il rush finale

Coppa Cev, un’impresa esaltante. Ora tutte le energie sul campionato

Coppa Cev, un’impresa esaltante. Ora tutte le energie sul campionato

Non sarà un anno semplice, sotto tanti punti di vista. D’altra parte però la sfida è delle più affascinanti, soprattutto se si parte da un obiettivo raggiunto. La stagione 20222023 è stata una stagione per molti versi esaltante. Certo, la delusione dell’uscita di scena nei quarti di finale scudetto dopo aver messo all’angolo Piacenza con due successi consecutivi all’esordio della serie ha bruciato, così come il non aver capitalizzato con nessuna qualificazione europea il fantastico e impronosticabile terzo posto in regular season, viste le modifiche di regolamento che di fatto vanificano la stagione regolare se non per giovarsi del fattore campo nelle eventuali partite che valgono lo scudetto.

Quella della Coppa Cev, però, è stata una cavalcata esaltante, partita da lontano, dalla delusione di Tours del gennaio 2022, e concretizzatasi in due primi turni abbastanza semplici tra Sastamala e Izmir e poi man mano aumentando i gradi di difficoltà tra Luneburg (prima sconfitta in Germania per 2-3, poi ribaltata al ritorno), Lubiana (una prova di forza concreta), e Belchatow, quello che poteva essere lo scoglio più duro da affrontare (con Atanasijevic, Lanza e Kooy dall’altra parte della rete) e che invece Modena ha superato brillantemente vincendo entrambe le partite. Poi la finalissima col Roeselare, giustiziere di Piacenza, una montagna russa di emozioni con l’inaspettato 0-3 subito tra le mura amiche del PalaPanini che dovevano invece lanciare Bruno e compagni verso il successo e poi il ribaltone in terra belga con quattro set perfetti e Bruno ad alzare al cielo di nuovo un trofeo con addosso la maglia gialloblù sette anni dopo lo scudetto 2016. Ecco, proprio Bruno è e sarà il trait d’union tra la storia vecchia e quella nuova di Modena Volley, tra le scommesse vinte e perse in passato e quella nuova operata sul futuro da Giulia Gabana. Il capitano del Brasile e della Valsa Group è probabilmente alla sua ultima stagione sotto la Ghirlandina, anche se non si può mai dire mai, e sa che la società e lo staff tecnico hanno su di lui l’aspettativa che il passaggio dall’era Ngapeth a quella nuova di Rinaldi e Davyskiba sia il più indolore e veloce possibile.

Lo ha già dimostrato la scorsa stagione, il ‘vecchiaccio’ brasiliano: nessuno come lui è capace di formare, motivare, accudire e strigliare i giovani. E l’esponenziale crescita di Rinaldi, Sanguinetti e Gollini è certo merito di uno staff che ha saputo motivarli e lavorare bene con loro, ma ha anche una parte di spiegazione nelle capacità da condottiero di Bruno, guida credibile e creduta, autorevole ma mai autoritaria. Tornando alla nuova stagione che nasce dal successo in Coppa Cev, quali possono essere gli obiettivi realistici che può o deve porsi la squadra di Francesco Petrella? Modena avrà molti meno impegni rispetto allo scorso anno, in un calendario che lascerà più respiro ma che sarà anche discretamente compresso, per ciò che riguarda la SuperLega, per lasciare spazio agli impegni della Nazionale maschile, che prima avrà la Vnl per completare il percorso di qualificazione olimpica e poi, appunto e verosimilmente, Parigi 2024. Modena non giocherà coppe europee, non si è qualificata (sarebbero servite le semifinali o un successo nel gironcino Challenge) né ha ottenuto la wild card richiesta alla Cev, e non sarà in campo nemmeno per la Supercoppa Italiana che ospiterà invece le quattro semifinaliste dello scorso anno. Testa, allora, solo e soltanto al campionato, che sarà anche il viatico, nel suo girone d’andata, per la Coppa Italia. Vincere un trofeo sarebbe impresa titanica con davanti colossi come Trento, Perugia, Piacenza, Lube, Juantorena e soci probabilmente cercheranno almeno un exploit che potrebbe voler dire Final Four di Coppa Italia o semifinale scudetto: per cercare l’assalto a un obiettivo così difficile, ci vuole costanza di rendimento in regular season, per essere il più in alto possibile nel momento degli abbinamenti. Quello che era riuscito perfettamente alla squadra dello scorso anno, arrivata poi senza benzina al rush finale dei playoff dopo aver vinto la coppa europea, appunto. Quest’anno ci saranno molte partite in meno, però. Le energie in primavera non mancheranno, la Valsa Group dovrà essere allora molto brava a costruirsi le proprie occasioni e a sfruttare il suo giovane entusiasmo da outsider.