Corsa per eroi. E non solo. Agostini: "Il ciclismo sta cambiando: uniamo due anime dello sport"

Il presidente della ’Fausto Coppi’, che firma l’evento: "A fianco di chi cerca l’impresa stoica, c’è chi ama godersi la giornata, il percorso e l’atmosfera".

Corsa per eroi. E non solo. Agostini: "Il ciclismo sta cambiando: uniamo due anime dello sport"

Corsa per eroi. E non solo. Agostini: "Il ciclismo sta cambiando: uniamo due anime dello sport"

Andrea Agostini, presidente della ‘Fausto Coppi’, società organizzatrice della Nove Colli, si apre un’edizione con tante novità, dettate sia da vostre scelte, sia dalla forza maggiore. Resterà il fascino di sempre?

"L’obiettivo è alzare sempre più l’asticella, con proposte che vadano incontro a un mondo, quello del ciclismo, in forte cambiamento. Ogni anno lavoriamo a questo, con risposte sempre molto importanti".

Anche in tempi non facili.

"Il consiglio direttivo è in carica da tre anni, ma visti gli spostamenti di date nel 2021 e nel 2023, nei fatti ha già organizzato cinque edizioni. Non è uno sforzo da poco".

In quale contesto vi muovete? "Il ciclismo sta attraversando un momento complesso, fatto di crisi e forti cambiamenti. Guardandosi intorno, ci si imbatte in eventi che fino a qualche tempo fa erano importanti punti di riferimento e che ora o si sono visti costretti a chiudere, oppure ‘girano’ su numeri che si attestano tra il 20 e il 25% delle abituali presenze. Per la Nove Colli non è così".

La ricetta?

"Il lavoro di squadra, prima di tutto. Fare gruppo paga sempre. Aggiungo che l’attenzione dell’amministrazione comunale è stata molto importante. Il sindaco Matteo Gozzoli ha dimostrato tanta disponibilità, niente affatto scontata".

Dunque eccovi qua, con le tante novità del 2023. Da dove partiamo?

"Dalla partenza, appunto. Non sarà più lungo la via Cesenatico, ma in viale Carducci, in pratica nello stesso punto in cui è previsto l’arrivo, che resta nella sua storica collocazione, a due passi dal mare. Il fulcro organizzativo è invece stato trasferito nei locali della sede della ‘Fausto Coppi’ a Villamarina. La ritengo una scelta doverosa".

I percorsi.

"Saranno tre. Il primo misura 130 chilometri, il secondo, quello lungo che è sempre stato di circa 200, quest’anno è stato rimodulato, anche in relazione ai fatti che hanno colpito il nostro territorio. Il risultato è un tracciato che misura una trentina di chilometri in meno, ma ritengo abbia comunque un grande fascino. E’ molto tecnico e più veloce, probabilmente adatto a un ventaglio più ampio di atleti". Cosa chiede il cicloamatore oggi?

"Ci sono due anime differenti. Resta la parte di chi ama cimentarsi in sfide molto impegnative, che regalino forti emozioni nel portarle a termine. Di questo gruppo fa parte uno zoccolo duro di atleti italiani, che hanno nel dna il piacere della competizione con se stessi, la volontà di superare i propri limiti. Dall’estero si sta invece facendo sempre più largo un approccio diverso, dedicato al piacere di godersi la propria passione e l’ambiente che si attraversa mentre si pedala. Il paesaggio ma non solo. Vogliamo abbinare entrambe le anime, facendole coesistere. E così arriviamo al terzo percorso, la vera novità dell’anno". Sentiamo.

"E’ il più breve, misura 60 chilometri e il tracciato si interseca con gli altri due, ovviamente lungo un itinerario meno impegnativo. Per partecipare non è necessario il certificato medico sportivo relativo all’attività agonistica (aspetto che spesso mette in difficoltà atleti stranieri nei cui paesi d’origine le disposizioni sono differenti) e che abbina al piacere di pedalare, il gusto di assaporare i prodotti tipici del nostro territorio, che vengono serviti in punti di ristoro creati ad hoc".

Cosa può dare la Nove Colli al territorio?

"Questa corsa non è un evento, ma un ‘movimento’. Nel senso che va ben oltre il singolo giorno della corsa. C’è un forte legame col tessuto sociale e con le esigenze della comunità, così come è ben chiaro lo spirito di sostenere e promuovere il ciclismo a 360 gradi, a partire da quello giovanile locale".

La Romagna ama il ciclismo. "Da sempre. All’orizzonte ci sono importantissime sfide che sarà cruciale vincere, cavalcando la passione, ma mettendo anche in campo la giusta professionalità. Penso per esempio al Tour de France che toccherà il nostro territorio l’anno prossimo. Sarà un evento senza precedenti, di altissimo livello, secondo solo ai mondiali calcio e alle olimpiadi, con la differenza che il Tour si disputa ogni anno e non ogni quattro. E’ una vetrina incredibile. Essere riusciti a portarlo qui è stata un’impresa, ora bisogna assicurarsi che la Romagna viva e ‘cavalchi’ l’evento, non che venga ‘schiacciata’ da esso. Le opportunità sono tante, le sfide che ci aspettano altrettanto. C’è tutto quello che serve per alzarsi sui pedali e guardare al futuro col sorriso".