Fabio Giulianelli. "La cattiveria agonistica nel nostro dna»

Il patron: "Qui si viene per essere protagonisti, non per giocare. Vogliamo continuare a crescere".

"La cattiveria agonistica nel nostro dna"

"La cattiveria agonistica nel nostro dna"

Le grandi squadre hanno sempre dietro solide e ingegnose società. La Lube ne è un esempio perfetto, perché il Gruppo Lube, cioè l’azienda di Treia che domina il mercato delle cucine, è legata al team fin dal primo giorno di fondazione nell’ormai lontano 1990. Un caso più unico che raro perché nel volley gli imprenditori lasciano dopo cinque o massimo dieci stagioni. Qui invece, come scriviamo in un articolo a parte, longevità non è solo sinonimo di amore ma pure di clamorose abilità che hanno portato a trionfi su trionfi. A capo del Gruppo Lube c’è l’amministratore delegato Fabio Giulianelli, classe 1955.

Patron, che sensazioni ha per la SuperLega 2023-2024?

"Piacevoli. Abbiamo operato sul mercato con innesti mirati, in primis Lagumdzija, per continuare la crescita iniziata l’anno scorso con profondi cambiamenti".

Una rivoluzione riducendo il budget che ha portato comunque la squadra a due finali (anche in Supercoppa). Alla faccia di chi diceva che la Lube vinceva perché spendeva di più?

"Questa considerazione e critica è tipica di chi non arriva all’uva e allora dice che è aspra. Se vedi i bilanci, eravamo in linea se non inferiori ai rivali. Evidentemente i risultati erano frutto di maggiori competenze. E aggiungo che altri club cambiano proprietà in continuazione…".

Lo stesso Nalbert pochi giorni fa ha detto che quando giocava lui la Lube non era ancora abituata a vincere, mentre da anni tutti devono fare i conti con la Lube se vogliono primeggiare…

"Sono parole che gratificano. A Civitanova non si viene per giocare, ma per essere protagonisti".

Prima di gara3 con Verona, sotto 2-0, strigliò duramente la squadra…

"Se venivo eliminato da Verona la stagione era fallimentare. Senza lo stress si cambia mestiere, si vanno a fare le passeggiate. È lì, in quei momenti, che si vede il campione. I ragazzi sono statui messi all’angolo e hanno reagito alla grande. Guai se non ci fosse il richiamo della proprietà".

Dopo le cinque finali perse nella stagione 2017-2018 chiese una Lube più ignorante. Adesso?

"Lo ribadisco. L’ignoranza, intesa come cattiveria agonistica, è nel nostro dna".

La scorsa regular season ha registrato un calo di presenze, forse per l’addio a vari assi. Come si rifanno i pienoni al palazzetto?

"Non si compra niente o nessuno. Evidentemente non eravamo in grado di offrire uno spettacolo degno, i risultati non sono stati da far innamorare. Guardacaso nei playoff abbiamo cambiato marcia e il palas è sempre stato pieno".

Dovesse scegliere, meglio lo scudetto da riprendere o la Champions dopo tre eliminazioni precoci?

"Io rispondo sempre il campionato perché c’è una quotidianità, una continua rivalità. E poi la SuperLega è la più forte al mondo".

Domani la Mint Vero Volley Monza. Cosa vuol dire a squadra e tifosi?

"Venite all’Eurosuole Forum, costruiamo insieme questa nuova Lube".