La volata di Gozzoli, sindaco ciclista: "E’ un patrimonio del territorio"

"Vengono toccati 18 Comuni e 2 Province. I ritorni? Anche 20 milioni di euro, spalmati in tutto l’anno"

La volata di Gozzoli, sindaco ciclista: "E’ un patrimonio del territorio"

La volata di Gozzoli, sindaco ciclista: "E’ un patrimonio del territorio"

di Luca

Ravaglia

Matteo Gozzoli, sindaco di Cesenatico, la Nove Colli sta per vedere il via della sua 52esima edizione. Un’intera città è pronta a salire sui pedali.

"Se è per questo, serve allargare il campo di un bel po’: la corsa coinvolge 18 Comuni e due province, quella di Forlì-Cesena e quella di Rimini. E’ un evento che mette in vetrina l’intero territorio".

Qual è il beneficio per la comunità?

"Parlano i numeri, quelli ricavati dall’università di Rimini che qualche anno fa aveva quantificato un indotto di circa 20 milioni di euro. Il covid ha rimescolato le carte, è vero, ma anche ipotizzando numeri ridotti, l’ordine di grandezza resta decisamente importante".

Prima la pandemia, poi l’alluvione. Gli ultimi anni non sono stati semplici.

"Nel 2020 la Nove Colli è saltata, nel 2021 da maggio è stata ‘dirottata’ a settembre, nel 2022 aveva ritrovato i suoi classici riferimenti, ma nel 2023 c’è stato un ennesimo rinvio. A metà maggio le nostre terre erano allagate e martoriate dalle frane". Le frane hanno comunque influenzato una serie di modifiche al percorso.

"Ho voluto cimentarmi di persona sul percorso lungo. C’è da sudare, ma è meraviglioso".

Sindaco ciclista?

"Appassionato da sempre. Ho partecipato a due edizioni: nel 2021 ho scelto la distanza ‘corta’ di 130 chilometri; nel 2022 invece mi sono buttato sulla lunga di (circa) 200, che ritenterò anche quest’anno".

Cos’ha di bello questa corsa? "Tante cose. In cima alla lista metto le emozioni che sa trasmettere. Gareggi da non professionista, non sei abituato al clamore e poi ti ritrovi ad attaccare il Barbotto con centinaia di persone ai bordi della strada che tifano per te. E’ una sensazione incredibile".

Tra le novità di quest’anno c’è un terzo percorso, lungo 60 chilometri.

"Niente chip, spirito diverso. La definirei una Nove Colli più ‘godereccia’. E’ un approccio che sta prendendo sempre più piede. Giusto guardare anche in quella direzione, abbinando al fascino del percorso, le particolarità enogastronomiche del nostro territorio".

A maggio la corsa apriva, anticipandone l’inizio, la stagione estiva. A fine settembre è in grado di prolungarla?

"Non è un rapporto automatico. A maggio si va di slancio verso la bella stagione, ora il quadro è diverso perché molte attività stanno chiudendo i battenti dando appuntamento al 2024. Resta però il fatto che questa manifestazione è sempre in grado di attirare tantissima attenzione e appassionati da tutto il mondo. Avremo 9.000 presenze, davvero tante. Con in più la precisazione che la Nove Colli non dura un giorno, ma un anno".

Da quale punto di vista?

"Cito un esempio. Stiamo lavorando per rivedere la cartellonistica stradale. Non è un aspetto di poco conto: ci sono tanti appassionati di ciclismo che magari non riescono a essere qui in Romagna il giorno della gara, ma che ci raggiungono in altri periodi con la bici al seguito, desiderosi di cimentarsi su un percorso che è diventato mitico".

Il Giro d’Italia nel 2020 ha ricalcato in una tappa il tracciato della Nove Colli, l’anno prossimo il Tour de France passerà da casa nostra.

"Gli investimenti fatti dalla Regione nell’ottica di portare i grandissimi eventi sportivi nei nostri territori stanno pagando. Parliamo di vetrine impagabili. E di occasioni che dovremo essere bravi a valorizzare al meglio".