Vicenza, 23 novembre 2021 – È stata sgominata un’organizzazione criminale in internazionale, 15 persone sono state arrestate per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Si tratta di complici di diverse nazionalità - rumena, italiana e ivoriana – che reclutavano giovani donne di etnia rom per obbligarle a prostituirsi in strada. Le ragazze romene, "acquistate" per poco più di seimila euro ciascuna, venivano poi tenute in schiavitù.

La polizia di Vicenza ha emesso oggi il fermo nei confronti della banda tra loro ci sono sette persone ancora ricercate dalla polizia in Italia e all'estero. In carcere sono finiti quattro romeni, tre italiani e un ivoriano. Al vertice dell'organizzazione, secondo gli inquirenti, c'era uno dei romeni che aveva la funzione di promotore e organizzatore.

Il modus operandi della banda

Le vittime erano di regola giovani donne senza aspettative di benessere, inconsapevoli del loro destino e private totalmente della capacità di autodeterminazione e costantemente controllate dagli sfruttatori, i quali esercitavano minacce e violenze di ogni tipo, facendo leva anche su possibili ritorsioni nei confronti dei familiari in Romania.

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Le donne venivano anche accompagnate al domicilio del cliente, grazie all'impiego di driver arruolati per ovviare alle restrizioni imposte dall'emergenza pandemica. L'organizzazione esercitava anche un rigido controllo su alcuni tratti di "marciapiede" lungo la strada regionale 11, nella periferia di Vicenza.

L’indagine della polizia

L'indagine ha preso il via da un controllo, eseguito lo scorso gennaio del Commissariato di Bassano del Grappa, nel Vicentino, all’auto condotta da un italiano con il quale viaggiavano tre romene. In considerazione del carattere transnazionale del sodalizio, la polizia vicentina si è avvalsa della collaborazione investigativa dell'Autorità Giudiziaria della Romania, con il coordinamento di Eurojust.

Zaia: “Operazione di valore simbolico”

"In vista del 25 novembre, la mobile di Vicenza ci ha fatto un bel regalo con un'operazione contro lo sfruttamento della prostituzione, che oggi assume anche un valore simbolico". È il commento del presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, agli arresti effettuati dalla Questura vicentina. "Sfruttare queste ragazze, ignare del destino che le attende - aggiunge Zaia – è ripugnante non meno delle aggressioni e delle violenze sulle donne cui purtroppo si assiste con grande frequenza".

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È violenza pura, aggravata dalla premeditazione e dalla creazione di vere e proprie reti attraverso le quali alimentare un mercato squallido come questo", conclude il governatore Zaia.