Venezia , 13 ottobre 2021 – Il Porto di Venezia si prepara all’entrata in vigore dell’obbligo del Green pass senza affanno. Una data, quella del 15 ottobre, che non sembra preoccupare l'Autorità portuale lagunare dato che “l'elevata percentuale di vaccinati fra i lavoratori dovrebbe consentire una giornata più tranquilla che da altre parti”. L'Autorità di sistema portuale ha incontrato i terminalisti collettivamente lunedì e sta monitorando la situazione che al momento non presenta aspetti di rischio particolare. In ogni caso, nei primi giorni l'Autorità seguirà la situazione direttamente sui terminal per supportare i terminalisti nella gestione della situazione. A tentare di dare una stima di quanti si presenteranno venerdì al primo turno di lavoro è Alessandro Santi, presidente nazionale di Federagenti. “A Venezia in gran parte i lavoratori sono vaccinati, si stima un allineamento con il dato nazionale, cioè circa l'80% - afferma -. È però difficile oggi comprendere con chiarezza una situazione che sta evolvendo a macchia di leopardo, con posizioni molto locali (Trieste, ma anche Genova, con la loro portualità complessa)”. Semmai il rischio potrebbe essere spostato su altri aspetti della filiera logistica: “qualche intoppo potrebbe verificarsi nel settore dell'autotrasporto, quindi anche industrie e interporti potrebbero avere problemi”. Green pass, rischio scaffali vuoti. Caos autotrasporto e portuali sul piede di guerra

Brugnaro: “Il costo dei tamponi non ricada sulla collettività”

Sull’entrata in vigore dell’obbligo della certificazione verde per i lavoratori è un invito ad abbassare i toni “con l'auspicio che il Governo sappia trovare una soluzione per evitare problemi”, quello lanciato in queste ore dal sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro. "Il vaccino è la strada per uscire dalla pandemia", afferma il sindaco ricordando di essersi vaccinato così come tutta la sua famiglia. "Alcuni hanno paura o sono convinti che il vaccino non vada bene e credo che l'operazione debba essere di convinzione". Fatte queste premesse, "la strada del green pass è una mediazione per rispettare anche chi non si vaccina. Ma a quel punto è necessario fare il tampone che ha dei costi... Vedremo cosa deciderà di fare il Governo, ma certo il costo dei tamponi non può ricadere solo sulla collettività ma deve ricadere anche sul libero arbitrio delle persone". Però, "invece che scatenare guerre penso che la politica debba abbassare i toni. In questo momento abbiamo bisogno di grande unità, e credo che la politica debba affrontare questo problema e risolverlo. Spetta al Governo farlo". L'invito è insomma rivolto anche a chi si è vaccinato, a "non fare sempre i primi della classe e alzare i ditini come se si sapesse tutto della vita", perché "la vita è complicata ed è stata fatta tanta confusione". Quindi meglio abbassare i toni e darsi da fare per convincere tutti a vaccinarsi