Ancona, 21 agosto 2017 – Un campione di uova in guscio in un centro imballaggio delle Marche positivo al fipronil, il pesticida che ha dato l'avvio a uno scandalo alimentare in diversi Paesi europei (Francia, Olanda, Belgio, Germania, Gran Bretagna). Dopo quella ondata di allarme, sono partiti anche in Italia i controlli a campione e, ora, arrivano le prime positività. Oltre al centro marchigiano, è rimasto nella maglie dei 114 test effettuati anche un laboratorio artigianale di pasta del Lazio: in questo caso si trattava di 'ovoprodotti', ossia uova pastorizzate, lavorate per l'uso in altri prodotti alimentari.

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I relativi lotti, ovviamente, sono già stati ritirati e “sono in corso accertamenti per risalire all'origine della catena della contaminazione”, ha assicurato Giuseppe Ruocco, capo della Direzione generale per l'igiene e la sicurezza degli alimenti e la nutrizione del ministero della Salute. Ruocco cerca anche di rassicurare i consumatori sulle possibile conseguenze di eventuali prodotti positivi finiti sulle nostre tavole. “Premesso che si tratta di una sostanza che deve essere assolutamente assente negli alimenti, la quantità di fipronil rilevata, pur superando il valore limite, è molto sotto la soglia di tossicità acuta, quindi sono escluse conseguenze per la salute umana”, spiega e aggiunge: “E' una sostanza che non si accumula, perché viene eliminata” dall'organismo.

Il presidente di Coldiretti Roberto Moncalvo chiede di “fare i nomi delle aziende coinvolte, pubblicare come in Francia subito l'elenco dei prodotti coinvolti e togliere il segreto sulla destinazione finale di tutti i prodotti alimentari importati rendendo finalmente pubblici i flussi commerciali delle materie prime provenienti dall'estero”.

Il pesticida, usato in veterinaria utilizzato in veterinaria contro pulci, pidocchi, acari e zecche e parassiti in genere è però assolutamente vietato sugli animali destinati alla catena alimentare. Il ministero, in collaborazione con le autorità sanitarie regionali e il Comando Carabinieri per la tutela della salute, ha monitorato uova, prodotti derivati e alimenti che li contengono, sia di provenienza estera che nazionale: sono stati "42 i campionamenti dei Nas su prodotti trasformati contenenti uova o derivati, prelevati nei negozi e supermercati; 181 quelli delle Regioni su pollame, uova, derivati; 60 quelli disposti dal ministero per gli adempimenti comunitari (Uvac), per merci provenienti dai Paesi interessati dall'allerta".

Una decina di giorni fa erano stati sequestrati in Italia alcuni prodotti, mai messi in commercio, provenienti da un'azienda francese che aveva usato le uova di uno degli allevamenti olandesi coinvolti nell'uso del fipronil: un lotto era a Bologna e due a Parma.