Ancona, 5 ottobre 2016 - Vittorio Sgarbi lei si appresta a girare i teatri italiani con uno spettacolo incentrato sulla figura di Caravaggio che toccherà anche Osimo e Senigallia. Proprio in questi giorni la Pinacoteca di Ancona accoglie una tela del pittore milanese, il ‘Ragazzo morso da un ramarro’.

Cosa ne pensa di questa operazione?

«Ottima, giusta, se non fosse che quella tela che proviene dalla Fondazione Longhi non credo sia un Caravaggio autentico».

Scusi?

«L’ho spiazzata. Non pensava di sentir dire una cosa del genere».

In effetti. Può spiegare come stanno le cose?

«Guardi, quello che le ho appena detto non lo penso solo io ma anche molti altri critici. La verità è che in passato nessuno, fino a oggi, ha mai avuto il coraggio di dire che il ‘Ragazzo morso da un ramarro’ di Longhi non era un Caravaggio. Era una forma di rispetto verso Roberto Longhi, uno dei massimi esperti del Caravaggio, che aveva voluto per sè quella tela. Anche se io sono convinto che in cuor suo anche lui sapesse che non era con certezza un Caravaggio».

Ma allora quello esposto ad Ancona di chi è?

«Potremmo dire della bottega del Caravaggio o di qualcuno dell’epoca che seguiva le sue orme. L’unico ‘Ragazzo morso da un ramarro’ che con certezza è del Caravaggio è quello esposto a Londra. Un quadro che oggettivamente è molto più bello e per questo non si capisce per quale motivo il Caravaggio avrebbe dovuto farne un secondo più brutto».

Lei sta smontando anni di certezze su questa opera...

«Lo so, come ho la consapevolezza che Mina Gregori, mia amica e presidente della Fondazione Longhi, mi telefonerà per dirmi che sbaglio, ma non è così».

Insomma questa tela è una ‘replica’?

«Certo, anche se io dieci anni fa come tanti altri dissi che era autentica. Parliamo comunque di un’opera bellissima perchè racchiude il pensiero di Caravaggio, un quadro che apre la strada alla fotografia».

Lei ha contestato alcuni anni fa anche il Narciso attribuito a Caravaggio...

«Infatti. Lo feci in televisione da Bruno Vespa e alla fine ho avuto ragione perchè quel quadro è dello Spadarino».

Ma alla fine l’operazione messa in piedi dal Comune di Ancona è valida alla luce di quello che sta dicendo?

«In generale sì, ma alla fine la città prova ad andare avanti facendo un passo indietro. Si è mossa in maniera discutibile».

In che senso?

«Perchè espone una sola opera del Caravaggio che però non è sua. Se avesse fatto una mostra sul maestro milanese con cinque opere di cui una non certamente del Merisi, non sarebbe stato un problema, ma proporre solo questa non ha senso».