Ancona, 24 luglio 2017 - Il consigliere comunale di Ancona Diego Urbisaglia, espulso ieri dal Pd per le esternazioni su Facebook sulla morte di Carlo Giuliani durante gli scontri al G8 di Genova del 2001, non si dimette dall’assise cittadina ed entra nel gruppo misto. “Mi dispiace, chiedo scusa per il disagio che ho provocato alla mia famiglia, al partito, ai familiari di Giuliani - ha detto oggi nell’aula del consiglio comunale -. Resto a fare il consigliere perché ho ancora progetti da portare avanti“.

Dopo il suo intervento la seduta è stata interrotta da manifestanti dei centri sociali, Prc e altre sigle di sinistra con striscioni: «Urbisaglia vattene, Carlo vive». «Vergogna! Dimettiti!» hanno urlato. Poi è tornata la calma e, nell’aula presidiata da polizia municipale e agenti della Digos, tutti i capigruppo hanno preso la parola sull’annuncio di Urbisaglia.

Chiedo scusa - ha detto oggi in aula - del disagio causato alla mia famiglia, dell’imbarazzo creato al partito e a tutti coloro che si sono sentiti toccati dalle mie dichiarazioni, ai familiari di Giuliani che di tutto hanno bisogno tranne che di una querelle con uno dei tanti consiglieri comunali“.

Mi dispiace - ha aggiunto -, ma non mi dimetto per uno scivolone, anche perché non trovo alcun nesso con la mia attività di consigliere. Non ritengo giusto e rispettoso nei confronti dei miei elettori rassegnare le dimissioni. Continuerò ad esercitare il mio ruolo, sostenendo la maggioranza“.

Urbisaglia ha ricordato le battaglie da lui portate avanti “per mobilità sostenibile, sociale, manutenzioni“.

Ha annunciato inoltre all’aula di essersi autosospeso dal partito. Parole che hanno incendiato i rappresentanti del centro sociale ‘Asilo politico’, i quali hanno interrotto la seduta ed esposto il loro striscione. “Urbisaglia ha oltraggiato la memoria di un ragazzo morto“ hanno detto i manifestanti.

I lavori sono ripresi dopo una decina di minuti. Parlando con i giornalisti a margine della seduta, Urbisaglia ha detto di non essere interessato alle offerte di adesione che gli stanno arrivando da altri partiti, tutti di centrodestra.

Tra gli interventi in aula, particolarmente forte quello di Stefano Crispiani (Sel-Ancona Bene Comune), che ha dato a Urbisaglia del “leone da tastiera, che ha diffuso l’odio nel web“.