Ascoli, 26 giugno 2017 - Sono state migliaia le persone accorse da tutta Italia per partecipare al primo dei tredici appuntamenti di RisorgiMarche, iniziativa promossa da Neri Marcorè per riportare in prima linea i territori colpiti dal sisma. Un fiume di persone si è riversato nella frazione di Trisungo, dove è stato possibile parcheggiare per poi attendere il bus navetta diretto al bivio di Spelonga. E’ da lì che è partita la lunga passeggiata attraverso lo splendido scenario dei Sibillini, costellato qua e là da macerie e case lesionate, i simboli ancora visibili di una tragedia tuttora in atto. "Non era proprio l’orario giusto per una camminata di 6 chilometri in pendenza – dicono molti dei partecipanti all’evento, incontrati lungo la via – ma sicuramente ne è valsa la pena. E’ stata una bellissima iniziativa e siamo lieti di aver partecipato".

Lungo il tragitto erano presenti degli stand con prodotti tipici marchigiani venduti da aziende provenienti dai comuni terremotati, da Acquasanta a Montegallo, passando per Amandola, Pollenza, Montemonaco, Castignano, Arquata e molti altri ancora. A completare il tutto, l’Official Store RisorgiMarche, dove è stato possibile acquistare magliette e zainetti venduti per finanziare l’iniziativa stessa. "L’organizzazione ha deciso di evitare la beneficenza – dicono gli addetti del punto vendita – questa iniziativa è stata fatta per riportare l’attenzione su questi luoghi, ma non ha l’intento di sostituirsi alla politica".

In effetti è stato lo stesso Marcorè a sottolineare che il festival ha il solo scopo di richiamare gente in una regione minacciata dal rischio dello spopolamento. E da questo punto di vista il primo concerto non può dirsi che riuscito. Tra i tanti accorsi ad ascoltare le canzoni di Niccolò Fabi, molti provenivano da regioni diverse dalle Marche, come l’Abruzzo, l’Umbia, l’Emilia Romagna, il Piemonte, il Veneto e la Toscana, una grande folla proveniente da tutta Italia che ha deciso di sfidare il caldo torrido e l’afa per intraprendere un viaggio a piedi di un ora e quaranta. Il tratto di strada è stato lungo, è vero, ma la meta è stata un vero paradiso immerso nel verde: un altipiano sovrastante il piccolo borgo di Spelonga, evacuato da mesi e largamente ripopolato per l’occasione. Si è trattato di una scelta ecologica e sostenibile, per evitare che migliaia di autovetture affollassero e deturpassero un’area incontaminata. Lungo la strada è stata la sorgente di Faete a rifocillare gli escursionisti, alleviando la fatica di un cammino intrapreso dalle 11 alle 15.30, orario in cui è stato messo a disposizione il servizio di bus navetta. Ma il meraviglioso concerto e la splendida cornice che ha fatto da sfondo hanno ripagato ogni sforzo.