Bologna, 19 maggio 2017 - La Cassazione ha emesso una sentenza secondo la quale gli stranieri devono adeguarsi alla nostra cultura. Vedremo se sarà attuata. Intanto continuano a circolare donne con il velo, che lascia liberi solo gli occhi, e c’è chi continua a fare la voce grossa per avere luoghi di culto e l’insegnamento dell’Islam nelle scuole. Buona notte Costituzione, la più bella del mondo. 
Marisa Rossi, Bologna

Risponde Beppe Boni, vicedirettore de il Resto del Carlino

La sentenza della Suprema Corte ha preso in considerazione il caso di un indiano Sikh che pretendeva di uscire in pubblico con un coltello istoriato alla cintola, secondo le tradizioni della sua religione. E’ evidente che in Italia non si può circolare armati. Ma la sentenza, pur partendo da un caso estremo, sancisce ciò che già il buonsenso ha codificato: chi sceglie di vivere in un Paese che non è il proprio deve rispettarne la legge e la cultura senza imporre la propria. Un principio elementare che invece spesso gli italiani devono difendere e ribadire di fronte a certe frange di immigrati. Ma a volte dobbiamo difenderci anche dal fuoco amico. Cioè da coloro che, nell’ottica di un malinteso senso dell’accoglienza, vogliono abolire a scuola il presepe a Natale o la benedizione di Pasqua. Porte aperte, dunque, con o senza Cassa zione, ma col rispetto che si deve a chi ospita.
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