Bologna, 3 gennaio 2017 - Passano dai profili futuribili delle megalopoli agli scenari selvaggi della natura incontaminata. Obiettivo, dimostrare che nulla è impossibile se la capacità di concentrazione, le tecniche di rilassamento mentale vengono esercitate quanto e più delle risorse fisiche. Sono le stelle dello slacklining, i funamboli che invece delle coreografie da Las Vegas del Cirque du Soleil, scelgono di esibirsi sorvolando le teste di chi passeggia per la città. Come succede oggi, quando su una fettuccia a 30 metri di altezza, l’Associazione Slackline Bologna, con la guida di Jacopo Pesce, ha organizzato una ‘passeggiata’ nel cielo del centro storico.

 

 

Pesce, passate dai luoghi più impervi al cuore di Bologna.

«Lo spirito non cambia, osservare il mondo dall’alto, trovare un difficile equilibrio, sentire il vuoto sotto di noi è una necessità che inseguiamo ovunque. Non puoi farne a meno, una volta iniziato. E così cerchiamo anche di far conoscere la nostra disciplina. Quando siamo tra le rocce non è possibile, in città chi assiste è contagiato immediatamente e vorrebbe subito provare. Noi ci alleniamo ai Giardini Margherita e a Villa Angeletti e ogni volta si crea una folla di emulatori».

Certo, ma non sarà mica una disciplina per tutti…

«Per praticarla non c’è bisogno di essere tra i monti a 100 metri su uno strapiombo. Per iniziare basta stendere la fettuccia per qualche metro all’altezza di un ginocchio tra due alberi. Una volta trovato il senso dell’equilibrio si può iniziare ad osare. Quello che è necessario davvero è vincere la paura di fare un salto nel vuoto».

Paura giustificata, visto che voi non avete delle reti di protezione.

«Sì, ma noi abbiamo una imbragatura alla quale siamo saldamente legati e che a sua volta è profondamente ancorata alla fettuccia. Quello che può succedere, se si perde l’equilibro, è dondolare per pochi metri nel vuoto, e poi, con una spettacolare evoluzione risalire e completare il percorso. È una incredibile pratica meditativa consigliata a tutti. Abbiamo allievi che vanno dagli 8 ai 70 anni di età. Non è richiesta una particolare forma fisica e quando si è lì, sospesi nel vuoto, la mente si libera di tutto, si è in uno stato di felicità assoluta dal quale non vorresti più tornare indietro».

Che caratteristiche ha la fettuccia?

«È fatta di poliestere, ha una lunghezza di 2,5 cm e uno spessore tra i 4 e i 5 mm, non viene tesa come fosse un cavo d’acciaio, ma con una tensione minore, così si piega sotto il peso dell’atleta e rende la passeggiata nel vuoto ancora più emozionante».

Dunque cosa vedranno i bolognesi domani?

«Stenderemo una fettuccia tra Palazzo d’Accursio e una gru idraulica sul lato opposto del crescentone, sarà lunga 105 metri e posizionata a 30 metri di altezza e, dalle 14.30 alle 17, alcuni componenti dell’ Associazione si alterneranno volteggiando sulla piazza e eseguendo le figure dello slackline, come il surf, che simula quello sull’acqua, oltre a proporre alcune cadute proprio per dimostrare che si tratta di una pratica sportiva che si può fare in totale sicurezza. Poi torneremo nei cieli di Bologna con un’altra esibizione a fine febbraio, non c’è ancora la certezza della data, per via dei permessi da ottenere. In quella occasione tenderemo la nostra fettuccia dalla Torre Prendiparte alla Torre Campanaria del Palazzo Arcivescovile in via Altabella. La lunghezza sarà simile, ma l’altezza è di 60 metri».