Bologna, 25 ottobre 2016 - Molte persone a Bologna si sentono impotenti di fronte ai continui furti di biciclette, che, oltre a costituire un reato e un danno economico, contribuiscono a disincentivare l'uso di un mezzo gratuito, comodo ed ecologico. Alcuni, però, hanno deciso di reagire. Il sito bolognabikewatch.com, ad esempio, mette a disposizione senza scopo di lucro una piattaforma attraverso cui segnalare i furti e fornire una descrizione, con tanto di foto, della propria bicicletta rubata. Il sito si incaricherà poi di diffondere le informazioni sui propri canali social e, in caso di ritrovamento o avvistamento, di contattarci in modo tempestivo. Perché la restituzione sia possibile, ovviamente, è necessario avere sporto prima una regolare denuncia del furto.

Si comportano in modo analogo anche siti come rubbici.it, con funzioni estese a tutto il territorio italiano, e pagine pubbliche di Facebook come “Bici rubate a Bologna-segnalazioni e avvistamenti”. E' attivo dal 2008, poi, il progetto “sCATENAti”, l'iniziativa promossa dall'associazione studentesca L'altra Babele, che si oppone al traffico di bici rubate attraverso il ritiro, l'acquisto e le aste periodiche di biciclette usate.

Fra le iniziative più interessanti promosse da sCATENAti rientra la cosiddetta marchiatura. Questo sistema consente, al costo di 5 euro, di applicare sul telaio della propria bicicletta un adesivo identificativo e un codice alfanumerico, con funzione deterrente. I dati del proprietario, poi, saranno iscritti in un registro online che consenta di risalire facilmente al legittimo possessore. Chi desiderasse servirsi di questa procedura potrà recarsi alla Ciclofficina di via Sant'Apollonia ogni lunedì e giovedì dalle 18 alle 21, oppure alla velostazione Dynamo ogni mercoledì e sabato dalle 15 alle 19. Speciali giornate della marchiatura sono state dedicate, il 21 e 23 settembre scorsi, ai dipendenti della Regione e della Città metropolitana.

Un'indagine statistica del 2014, realizzata dalle associazioni L'Altra Babele e Terzo Millennio, fotografava una situazione preoccupante, con la metà degli intervistati che lamentava un furto subito e solo il 12% di loro che aveva ritrovato il mezzo rubato. Le istituzioni locali, dal canto loro, hanno ufficialmente mostrato interesse per la vicenda nella primavera del 2015, quando Prefettura, Comune e Consulta comunale della bicicletta hanno sottoscritto il Protocollo d'intesa per il contrasto ai furti di biciclette. Il documento, tutt'ora in vigore, è teso a migliorare la collaborazione istituzionale sui fronti di informazione e prevenzione, oltre che ad incentivare l'acquisto legale e la denuncia tempestiva dei furti.

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