Bologna, 8 settembre 2015 - Camuffato come il più anonimo dei garage sotterranei, cela uno dei centri più importanti della ricerca italiana (FOTO). Dietro quella serranda e quei cancelli, nascosto tra i palazzi di Astronomia e dell’Istituto di Fisica Nucleare, scorre ininterrotto un fiume di dati proveniente dal Cern di Ginevra. Ventiquattr’ore su 24. Senza sosta, perché il cervellone deve essere sempre raggiungibile dagli scienziati di tutto il mondo. E non te lo aspetteresti certo lì: in via Ranzani, a pochi metri dalla vita di tutti i giorni, dagli eterni cantieri sui viali e dal viavai degli studenti dell’università.

Il supercomputer lavora da anni, ma da circa un mese ha accelerato. Da quando, cioè, si è rimessa a correre anche l’Lhc del Cern: ovvero la grande macchina installata nel tunnel da 27 chilometri al confine tra Francia e Svizzera, che ha portato alla scoperta del bosone di Higgs.

Lhc rappresenta l’esperimento scientifico più importante (e costoso) del mondo: pochi giorni fa è stato osservato il Pentaquark, una nuova particella mai osservata. Dal Cern (a pieno ritmo sono 4 i grandi programmi sperimentali in atto) viene prodotta una quantità enorme di dati: centinaia di milioni di Gigabyte che vengono smistati, attraverso autostrade della rete a banda superveloce, in centri di calcolo in tutto il mondo. Uno dei più importanti è al Cnaf, il centro di calcolo dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. Qui, a pochi metri dal gasometro di Hera e dal ponte di San Donato.

Sconosciuto ai più, qui si fa ricerca avanzatissima: «Siamo nati come centro di analisi fotografica, una mission che resiste ancora nel nostro nome, e oggi siamo all’avanguardia nella telematica e nell’informatica», racconta il direttore, Gaetano Maron. Tra il blocco del turnover, la burocrazia soffocante e soprattutto i tagli continui, il Cnaf mantiene uno standard di eccellenza mondiale, nascosto dentro a quel garage di mille metri quadri: «Lavoriamo 24 ore al giorno e i nostri giovani hanno un’opportunità unica di formazione, potendo avere a che fare con le tecnologie più avanzate al momento disponibili».

Centinaia di macchine (sono 1.200 in totale) che a un occhio inesperto paiono tutte uguali, come contatori in un condominio: ogni secondo scambiano 40 miliardi di bit con Ginevra, dati smistati su dischi rigidi e su una libreria robotizzata con braccia meccaniche, e processati da una serie di computer ad alte prestazioni. È come fosse un enorme magazzino all’ingrosso: gli scienziati, più di 10mila, che in ogni continente stanno portando avanti progetti di ricerca possono ‘pescare’ ciò di cui hanno bisogno e studiare, simulare, ragionare, scartare e affinare teorie, «grazie a particolari software che rendono i dati ‘digeribili’ dai loro programmi di analisi».

Un lavoro in continua crescita, tanto che il garage rischia, tra poco, di non bastare più e il Cnaf sta già pensando a come ingrandirsi: «Portare qui questo centro fu un’intuizione felice e oggi siamo orgogliosissimi del grande contributo che stiamo fornendo a una delle più importanti avventure scientifiche dell’umanità», rivendica Luca Dell’Agnello, responsabile del Tier-1, altrimenti detto il ‘garage delle meraviglie’.