Bologna, 14 settembre 2017 - "Non facciamo né faremo posti di blocco davanti alle scuole. La scuola non è un luogo conflittuale. I bambini non si prendono a calci, ma per mano – osserva il direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale, Stefano Versari –. Confido nella ragionevolezza delle famiglie". Ancora 48 ore e domani suonerà la prima campanella: 117.236 gli under 18 che varcheranno i portoni di materne, elementari, medie e superiori statali per sedersi in 5.232 classi. Ad accogliere questo esercito di studenti, 14.864 tra docenti (12.035) e Ata (2.829 tra segretarie, tecnici, direttori amministrativi e collaboratori scolastici) guidati da 111 presidi di cui 30 con reggenza ovvero messi a gestire due sedi.

Ma a tenere banco sono sempre e ancora le vaccinazioni. O meglio l’obbligo, imposto ai genitori per legge, di consegnare il ‘curriculum’ delle vaccinazioni in segreteria, così da permettere ai bambini di frequentare la materna. Fermo restando che, a fronte di un diniego delle famiglie, "procederemo alla segnalazione all’Ausl e a noi dell’Ufficio scolastico, per i raccordi con l’autorità giudiziaria". La norma, del resto, parla chiaro: i bambini non in regola non posso accedere al servizio, pur restando iscritti.

Tuttavia, ribadisce Versari, "per evitare situazioni conflittuali", i presidi potranno anche "valutare opportuno l’ingresso a scuola del bambino, fermo restando che non può entrare". Genitori avvisati con telefonate, telegrammi per spiegare cosa può accadere. "Non per un comportamento cinico, ma proprio nell’interesse del bambino". Obbligo vaccinale anche per i ragazzi dai 6 ai 16 anni. La prossima settimana, insieme alla Regione, via Castagnoli comunicherà le istruzioni da seguire (scadenza 31 ottobre, ndr).

"Abbiamo deciso di non farlo prima perché questa settimana c’è già tanta confusione" per le materne, osserva Versari. Inoltre, "la questione è meno complessa perché non è prevista l’esclusione dal servizio" degli alunni non in regola; essendo elementari, medie e superiori scuole dell’obbligo. "Dovremo semplicemente fare in modo che la sanità possa verificare le situazioni vaccinali degli alunni – conclude il dg – se non è tutto a posto, comunicherà alle famiglie qual è l’iter da seguire". Chi non si adeguerà, "subirà una sanzione amministrativa pecuniaria da parte dell’Ausl".