Bologna, 20 marzo 2017 – Precaria per tredici anni, come vigile del fuoco discontinuo, senza che nessuno obiettasse niente. Ma quando si è trattato di accedere al corso per la stabilizzazione, non è stata ammessa perché troppo bassa: 1,58 metri contro l’1,65 previsti.

E’ la surreale vicenda accaduta a una vigilessa del fuoco di Vergato di 41 anni che di recente ha avuto ragione al Tar, assistita dall’avvocato Gabriele Bordoni. Il tribunale amministrativo romano ha annullato il provvedimento di esclusione applicando la normativa a garanzia delle pari opportunità di lavoro.

Dal 2003 la donna aveva prestato servizio come volontaria al comando provinciale di Bologna, toccando diversi distaccamenti. Maturata l’anzianità di servizio prevista, ha deciso di partecipare al concorso. Nell’accertamento sull’idoneità psicofisica e attitudinale aveva superato le prove di efficienza fisica, ma era stata ritenuta non idonea dalla commissione medica per la statura.

Nel ricorso presentato dall’avvocato Gabriele Bordoni si faceva notare la contraddittorietà tra una valutazione di idoneità fisica complessiva confermata negli anni da volontaria e l’esclusione per l’altezza.