Bologna, 14 novembre 2016 - L’istituto tecnico? “Una scelta che rifarei”. è lo slogan di una nuova campagna promozionale pronta a invadere gli autobus cittadini. La faccia ce la mettono Vanessa e Mirco, due ex studenti di uno dei quattro istituti tecnici di Bologna e provincia (Aldini-Valeriani, Belluzzi-Fioravanti, Giordano Bruno di Budrio e Alberghetti di Imola) che hanno trovato lavoro a pochi giorni dal diploma, ma anche i manager di quelle imprese che di nuovi diplomati avrebbero bisogno come il pane: Philip Morris, Ducati, Lamborghini, Bonfiglioli, Marposs, Sacmi, Metal Castello, Calzoni e molte altre. Alcuni di loro, infine, sono due volte testimonial. Come Claudio Domenicali, presidente e ad di Ducati e prima ancora, molto prima, uno studente delle Aldini Valeriani.

Dietro ai testimonial, poi, ci sono i fatti concreti, sotto forma di numeri: il fabbisogno annuo di periti industriali in città e provincia ammonta a 1600 persone. I diplomati che escono dagli istituti tecnici sono 286. E l’università? Molto spesso non forma per quello che, poi, le aziende cercano. “C’è un gap importante da superare”, ammette il presidente di Unindustria, Alberto Vacchi. Per superarlo stamattina è stato firmato un protocollo d’impresa tra Unindustria, Ufficio scolastico regionale e i 4 istituti professionali bolognesi, che prevede Open Day congiunti rivolti agli studenti delle scuole medie e un percorso in grado di portare gli studenti - attraverso formazione specifica, progetti e ore supplementari – fino all’università di Bologna, dove da quest’anno è stato appena inaugurato il primo corso di laurea triennale altamente professionalizzante in Meccatronica, presentata dal rettore Francesco Ubertini.

Felicissimi gli industriali che in 18 hanno assicurato il proprio apporto per coprire le ore (un terzo del totale) che gli studenti universitari dovranno svolgere in azienda. Ma il loro impegno è rivolto anche alle scuole superiori: per finanziare laboratori, ammodernamenti infrastrutturali e progetti nei quattro istituti tecnici, Unindustria ha stanziato 900mila euro in tre anni.