Bologna, 16 ottobre 2017 - Mentre i lavori a Fico Eataly World fervono in vista dell’inaugurazione del 15 novembre, con oltre 200 cultivàr già piantati e gli animali delle fattorie prossimi all’arrivo (i primi, spiega l’ad Tiziana Primori, saranno dei buoi piemontesi, la prossima settimana), un pezzo di quello che sarà l’ingresso ufficiale del grande parco agroalimentare è già in grado di testimoniare il passato della nostra civiltà contadina, per capirne meglio il presente e immaginarne il futuro. Merito di oltre quaranta attrezzi storici provenienti dal Museo della Civiltà Contadina di Villa Smeraldi, a San Marino di Bentivoglio. Ed è, nei fatti, la prima vera collaborazione concreta (tra le tante già siglate e in attesa di un avvio ufficiale) tra Fico e il circuito museale bolognese.

FICOFOTO_22811159_151838

Scontato che, in questo caso, trattandosi di museo contadino, il lavoro fosse più semplice: “Grazie a questa area espositiva (FOTO)- ha detto Tiziana Primori ai giornalisti -, i nostri visitatori saranno più in grado di capire la grande biodiversità del cibo italiano, aggiungendo al processo produttivo anche un’evoluzione storica delle pratiche contadine”. Non certo uno scippo per il museo di Villa Smeraldi, che aveva ‘prestato’ i suoi oggetti già nel 2015, fornendo materiali per l’area espositiva del padiglione Zero di Expo Milano.

“Anche se a differenza di quella di Expo l’esposizione qui a Fico sarà permanente - ha spiegato Dede Auregli, direttrice del museo - nulla è stato tolto ai nostri due padiglioni espositivi a Villa Smeraldi, e che espongono soltanto una parte della grande quantità di oggetti che il nostro museo possiede”. Un antipasto, dunque, da offrire a chi vorrà poi, dopo Fico, visitare anche il museo di Bentivoglio e la sua straordinaria esposizione di oggetti della cultura contadina. Come le prime macchine per la semina a trazione umana, o la prima macchina per imballare il fieno - entrambe presenti a Fico, raccontate da Francesco Fabbri, presidente dell’associazione la Stadura -  e molto altro ancora. All’interno del parco saranno quattro le aree espositive, poste all’aperto, tra i campi e la struttura centrale, che si concentreranno sulle quattro produzioni tipiche emiliano-romagnole: grano, canapa, vite, riso. 

LO SPECIALE - Fico Eataly World

Nel, frattempo a Fico i lavori fervono e l’attesa si fa viva: “Siamo nella fase di test delle 40 fabbriche - spiega Primori -, abbiamo già assaggiato la prima pasta e la prima mozzarella, e nei prossimi giorni verrà stappata la prima birra prodotta qui. Dopo il test delle fabbriche arriverà quello dei ristoranti, e nel frattempo, dopo le piante arriveranno i primi animali nelle fattorie. A quel punto “le tante scolaresche che già ci stanno contattando dall’Italia e dall’estero potranno prenotarsi davvero”, così come i visitatori adulti.

“L’offerta Fico è presente sui cataloghi turistici del mondo - avverte -, anche se è naturale che il grosso delle comitive arriveranno da febbraio-marzo”. I primi, insomma, saranno ovviamente i bolognesi e gli emiliani. “Il prezzo del bus è alto? Io non credo - considera l’ad -, poiché sui giornali in questi giorni ci si è concentrati sul costo singolo e non si è considerato che gli abbonati bolognesi al servizio pubblico avranno per loro un’altra cifra, che ci saranno varie agevolazioni, che i ragazzi di elementari e medie, come sui bus non pagheranno e che saranno previsti particolari sconti per i gruppi”.

Pronti all’arrivo dei visitatori, dunque. Anche se la prima, in realtà, c’è già stata. “Una volpe, la scorsa notte”, ride Primori. All’animale non sarà sembrato vero di trovare piante di tutti i tipi in un luogo in cui fino a qualche mese fa c’era il cemento.