Cesena, 7 agosto 2017 - Le fiamme si vedono da lontano, fin dal mare. Un intero crinale avvolto dal fuoco e dal fumo, forse a causa di una miccia accesa dall’uomo. Montecodruzzo, frazione di Roncofreddo, è come una gigantesca camera a gas senza mura. L’ara è irrespirabile, tenere gli occhi aperti è impossibile. Si sentono solo le grida di aiuto di chi segnala pericoli e di chi chiede acqua. Ma l’acqua non basta, perché quando vanno a fuoco due chilometri quadrati di terreno, gli idranti non sono abbastanza. Però per fortuna dietro gli idranti ci sono gli uomini, dieci squadre di vigili del fuoco coadiuvate dai carabinieri (compresi anche gli uomini della guardia forestale) e dalla protezione civile. Ieri mattina a Montecodruzzo le prime avvisaglie sono state notate intorno alle 10.30.

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«Stavo uscendo di casa – racconta una donna – quando ho visto del fumo. Era ancora lontano, ma io e il mio compagno abbiamo deciso di chiamare il 115». Ha fatto bene, perché la terra secca, il vento e il gran caldo sono una miscela terribile: le fiamme si sono diffuse in pochissimo tempo, circondando la casa della donna e arrivando a lambire il paese. Oltre a campi coltivati, vigne e un capanno degli attrezzi, andati distrutti alberi secolari.

Dal cielo sono arrivati prima un elicottero poi un canadair e infine la pioggia durata un quarto d’ora. Poco, ma abbastanza per migliorare la situazione. Sul posto è intervenuto anche il sindaco di Roncofreddo Massimo Bulbi, che nel pomeriggio avrebbe dovuto presiedere la festa del paese. Nel corso dell’intervento otto nuclei di persone erano stati fatti allontanare dalle loro abitazioni per motivi di sicurezza, anche se il pericolo più grave ha riguardato una sola casa, completamente avvolta dalle fiamme: i suoi abitanti, un uomo e una donna, sono stati costretti a trascorrere la notte fuori.

A creare maggiori problemi è stato l’ampio fronte del fuoco: «La strada che collega Roncofreddo a Montecodruzzo non è agibile – ha commentato il sindaco – e emergenze come queste riportano di estrema attualità un problema che deve essere risolto». I vigli del fuoco sono rimasti a presidiare la zona per tutta la notte e intanto sono al vaglio gli accertamenti per stabilire le cause del rogo: dai primi riscontri pare che le fiamme siano partite da due o tre distinti focolai, indizi che fanno pensare alla mano dolosa dell’uomo.