Cesena, 14 luglio 2017 -  La chiusura a go go di negozi e bar in piazza della Libertà e dintorni incendia il dibattito politico, dopo che il sindaco ha detto che andavano già male prima dell’apertura del cantiere e non ha intenzione di dare incentivi o sgravi a chi già è in difficoltà, ma piuttosto a chi aprirà al loro posto. Già Marco Casali (Libera Cesena) ha parlato di cantiere sfacelo e ora si rifà vivo anche il Pri.

«Che i negozi fossero già in difficoltà è scoprire l’acqua calda, tant’è che la giunta presieduta da Conti – afferma il segretario di consociazione dell’edera Mario Guidazzi – pensò bene di dotare il centro storico di un parcheggio interrato in piazza della Libertà per alleviare le cause che la determinavano. Conti era anche un tecnico ed avendo letto qualche libro di urbanistica sapeva che il commercio necessita di standard, il principale dei quali è quello inerente la sosta. Lo stesso Prg se si realizzano strutture commerciali prevede che queste abbiano una dotazione di parcheggio due volte superiore rispetto al residenziale. Le organizzazioni di categoria sembra abbiano paura di disturbare il manovratore». Strali sulla giunta anche da Stefano Angeli (Progetto liberale): «Il sindaco sembra ammettere le difficoltà, ma dichiara che siccome le attività presenti ‘erano già in crisi’ era inutile aiutarle alleviando qualche disagio, meglio quindi che chiudano e siano sostituite da altre. Una dichiarazione che prefigura una sorta di pulizia etnica delle attività commerciali. La scelta di effettuare una sorta di eutanasia delle attività ritenute non adeguate dal sindaco per poi annunciare aiuti a chi le sostituisse (chiunque?) sembra poi sottintendere l’esistenza per la nostra amministrazione di commercianti di serie A e commercianti di serie B».

Angeli stigmatizza quello che a suo dire sarebbe il fondamento ideologico da cui scaturirebbero certe affermazioni. «Il comunismo reale ha sempre voluto pianificare mercati, anziché lasciarli liberi di decidere, purtroppo solitamente con disastrosi risultati. Ma c’è anche un altro aspetto di cui il sindaco sembra non tenere conto: la desertificazione delle attività in corso sta depauperando il valore degli immobili in zona, lasciando aperta la porta a speculazioni».

Anche Luigi Di Placido dei Liberaldemocratici, imprenditore che opera in centro storico, censura le dichiarazioni di Lucchi: «Colpisce la presunzione del sindaco di volersi sostituire al mercato e di decidere quali attività sono in difficoltà. Il dato saliente è comunque la grave difficoltà del centro storico, ammessa anche dal sindaco. Uno sfacelo. Che cosa sarà della nuova piazza, come la si riempirà di contenuti è ancora vago e visto che fra cinque mesi sarà pronta, siamo in ritardo. Il sindaco dovrebbe convocare gli stati generali del centro in cui andrebbero resi noti i progetti, se mai ci sono, per rimediare a questa situazione. Intanto ha chiuso anche il parcheggio dei Carabinieri, altri posti in meno per la sosta già carente in centro».