Cesena, 20 dicembre 2017 - Non c’è pace per Graziano Castiglia, 60 anni, origini siciliane, indomito ‘rompiscatole’ dell’Amministrazione comunale di Cesena, già alle prese con un processo in cui è imputato di stalking (articoli 612 bis e 660 del codice penale) perché avrebbe condizionato per 13 anni l’operatività del sindaco Paolo Lucchi e degli uffici comunali facendo circa 500 accessi agli atti amministrativi e producendo 218 tra istanze, richieste di chiarimenti ed esposti, fino alle denunce vere e proprie alla magistratura e ad altre autorità. La prossima udienza è prevista il 22 aprile davanti al giudice monocratico Floriana Lisena.

Dopo il rinvio a giudizio per questo processo, l’avvocato Giorgio Fabbri, che tutela sia la persona di Paolo Lucchi che l’Amministrazione comunale, ha presentato un’ulteriore denuncia sottoponendo all’attenzione della Procura della Repubblica nuovi episodi relativi alle cattive condizioni del viadotto Kennedy, alla vicenda del Sacro Cuore e alla rinuncia del Comune a incassare una cospicua somma dalla società A&P Proposte. Questa volta, però, il pubblico ministero Filippo Santangelo ha chiesto l’archiviazione del fascicolo. Il sindaco e il Comune hanno presentato opposizione all’archiviazione e ieri la questione è stata discussa davanti al giudice per le indagini preliminari Giorgio Di Giorgio.

Nell'udienza che si è svolta in camera di consiglio, quindi a porte chiuse, l’avvocato Giorgio Fabbri, costituito parte civile per il sindaco Paolo Lucchi e l’Amministrazione comunale, ha prodotto recenti sentenze della corte di cassazione che avvalorano la tesi dello stalking, mentre gli avvocati difensori Antonio Baldacci e Isabella Castagnoli hanno ribadito quel che stanno sostenendo nel processo principale, cioè che l’attività di Castiglia, presente all’udienza, non era diretta a ostacolare il lavoro degli amministratori e dei dipendenti comunali, ma a richiedere e ottenere informazioni e documenti da utilizzare per sostenere il suo impegno civico e politico.

Al termine dell’udienza il gip Giorgio Di Giorgio non ha emesso alcun provvedimento, ma si è riservato di farlo nei prossimi giorni: potrebbe decidere di accogliere la richiesta di archiviazione della Procura della Repubblica, oppure disporre la prosecuzione delle indagini nei confronti di Graziano Castiglia.