Civitanova, 19 ottobre 2017 - Ancora un’overdose da eroina ieri mattina a San Marone, la quarta verificatasi in due settimane, ed è allarme droga a Civitanova. Un cittadino di nazionalità pakistana è stato trovato steso a terra vicino al parcheggio del supermercato della Coal di via Carducci (statale adriatica). Aveva perso coscienza dopo essersi iniettato una dose di eroina. Il dramma si è consumato poco dopo mezzogiorno. Sono arrivate l’ambulanza della Croce Verde e l’auto medica del 118.

L’uomo si è ripreso dopo il trattamento con il Narcan. Il primo episodio di questa lunga scia di overdose è del 4 ottobre, quando si era sentita male una ragazza all’interno dei bagni pubblici di corso Garibaldi. Il 14 era stato invece soccorso un 21enne di Porto Sant’Elpidio, sul lungomare Piemanni, e due giorni fa è toccato a un 41enne civitanovese perdere coscienza in un corridoio pedonale di accesso a dei garage sotterranei di un palazzo di corso Garibaldi. 

 

Andrea Foglia è ideatore del contenitore CitaNò alla droga e fa parte del direttivo dell’associazione Sentinelle del Mattino, cuore del progetto.

Foglia, la cronaca parla di una serie molto lunga di overdose in città. Emergenza?

«L’emergenza c’è sempre stata, purtroppo viene considerata tale solo in casi estremi di cronaca. E’ però impressionante anche il grande uso che si fa di alcol, marijuana e altro. Il fenomeno è ampio ed è doveroso prendere atto dell’emergenza estrema e della necessità di azione».

De Rosa, direttore del dipartimento dipendenze patologiche di Civitanova, parlava al Carlino di un crescente numero di giovanissimi consumatori privi di un progetto esistenziale. Cosa ne pensa?

«Sono d’accordo. C’è un rischio relativo al consumo di sostanze che aumenta in presenza di alcuni fattori. Importanti sono le situazioni di protezione, quelle che permettono di scoprire le life skills, cioè le competenze per la vita fornite già dalla nascita. Ad esempio, trovare un lavoro, interessi sociali, rapporti sani di affetto. Sono fattori che riducono probabilità di eventi pericolosi».

Ma come si raggiungono queste life skills?

«In ambiti diversi. Per chi fa prevenzione c’è un approccio educativo promozionale della salute. Cioè attraverso la conoscenza e lo sviluppo di attitudini per la vita. Riconoscere le proprie emozioni e stati d’animo, anche quelli ostili, gestire le emozioni e le situazioni difficili creando pensiero critico. Questo può ridurre la probabilità che qualcuno incappi in disagio giovanile».

E l’educatore di tutti i giorni, nella scuola, nello sport e sopratutto nella famiglia?

«Sono cruciali perché queste competenze si sviluppano in un contesto domiciliare e trovano appendice in altre agenzie. L’insegnante o l’allenatore riescono a comprendere un comportamento a rischio del ragazzo. Ecco, bisogna incentivare questi istituti mettendoli in relazione».

Insomma, dando i buoni esempi.

«Bisogna essere credibili. Noi come CitaNò alla droga e con Sentinelle del Mattino con Giorgio Barbatelli abbiamo in mente una serie di progetti sul tema, partendo dagli istituti scolastici. Poi a Civitanova Alta nostra intenzione è occupare degli spazi pubblici per creare un centro di aggregazione giovanile. Con l’assessore Capponi ci sono molti progetti ambiziosi, come quello di lanciare un osservatorio stabile del cittadino, per intervenire sulla base di trend in maniera più mirata sulle situazioni».