Civitanova Marche, 18 aprile 2017 – Non c’è Pasqua che tenga, niente che possa fermare i ladri. Civitanova Alta ancora al centro delle mire. Questa volta hanno colpito alla luce del sole. Il bersaglio: la villa di Daniele Maria Angelini, farmacista e presidente del consiglio comunale, in via XXIV Maggio. Tutto è stato registrato dal sistema di allarme che protegge parco e villa, coperti alla vista esterna da una folta siepe. La casa era vuota: i figli al ristorante, i genitori fuori città. I ladri sono entrati in azione alle 15.30. Hanno comodamente parcheggiato l’auto fuori dal cancello che hanno agevolmente scavalcato. Hanno poi neutralizzato il pericolo di un pitbull spruzzandogli uno spry al peperoncino, di cui la povera bestia portava ore dopo ancora i segni su muso e naso. Si sono quindi diretti verso la scalinata che porta all’abitazione evitando l’ingresso principale per eludere il sistema d’allarme. Raggiunto un finestrone a più ante, hanno divelto il vetro centrale e sono penetrati all’interno.

Erano in tre, rigorosamente incappucciati. Una volta dentro, i ladri hanno puntato dritti alle camere che hanno rovesciato come un calzino. Le telecamere hanno registrato ogni loro movimento, i malviventi si sono divisi i compiti. Mentre uno, infatti, ha continuato a rovistare nelle camere da letto, il secondo complice ha puntato al piano superiore e il terzo è sceso nei locali sottostanti. Ed è stato proprio quest’ultimo a incappare nel sistema d’allarme che ha costretto la banda a fuggire. L’operazione è durata 13 minuti esatti. Ad accorgersi del furto, Michelangelo Angelini, il figlio maggiore, farmacista anche lui, a San Benedetto del Tronto. «Il mattino avevo lavorato e alla chiusura sono andato a pranzo in un ristorante – racconta –. Sono rientrato a casa alle 17.30, ho visto il cane ridotto in quelle condizioni e ho intuito il resto. Alle 17.45 ho chiamato i carabinieri che sono arrivati dopo appena 10 minuti». Ai carabinieri sono stati consegnati i nastri per le indagini del caso. Circa l’ammontare della refurtiva, è tutto da verificare. «E’ impossibile quantificarla – dice Michelangelo – lo farà mio padre al suo rientro».

Il padre, Daniele Maria, lo abbiamo raggiunto telefonicamente. Il fatto gli ha mandato di traverso la breve vacanza. «Scrivi che a Civitanova Alta la situazione è drammatica – dice –. I malviventi si sentono padroni della situazione al punto da entrare in azione in pieno giorno, scavalcando il cancello che dà su una strada molto trafficata. Sono professionisti del crimine e non ladruncoli da quattro soldi. Gente che gira indisturbata in città, conosce e studia gli obiettivi da colpire e il modo per evitare allarmi. Una situazione – conclude – molto seria». Non è la prima volta che Villa Angelini viene visitata dai malviventi. Una decina di anni fa ha registrato un altro furto, di notte, con i proprietari in casa.

In quella circostanza furono quattro i banditi e piuttosto consistente il bottino. A metterli in fuga prima che completassero l’opera, Daniela, la moglie. Aveva sentito dei rumori e pensando fosse il figlio, lo aveva chiamato per chiedergli cosa facesse. Non era il figlio ma i ladri. I quali scapparono via, ma non a mani vuote.

Giuliano Forani