Portomaggiore (Ferrara), 9 gennaio 2018 - Licenziata a tre anni dalla pensione. È il primo provvedimento del genere che il Comune di Portomaggiore adotta in un secolo e mezzo abbondante di storia. Ne ha fatto le spese una dipendente di 57 anni, non trovata alla visita fiscale. L’episodio che ha decretato il provvedimento disciplinare risale ad agosto, quando la donna era in malattia per un problema alla gamba. La dipendente si professa innocente ed è pronta a dare battaglia legale per difendere la propria onorabilità e salvaguardare il posto di lavoro. La vicenda è cominciata, come detto, in piena estate.

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«Ero stata punta da un insetto a una gamba – racconta – la gamba si era gonfiata: c’era un’infezione. Così il giorno in cui non sono stata trovata a casa, ero andata in farmacia per comprare le medicine perché ne avevo bisogno urgente. L’infezione aveva colpito la gamba malata, lesionata da un grave incidente stradale, con conseguenze che mi porto avanti da diversi anni». La sanzione disciplinare è scattata perché non ha potuto esibire lo scontrino che dimostrasse che era andata effettivamente in farmacia. «Non avevo lo scontrino per il semplice fatto che i farmaci erano gratuiti, coperti dalla mutua, ad ogni modo la farmacia pochi giorni più tardi ha inviato alle autorità competenti i riscontri».

Da allora è cominciata un’istruttoria interna nel Comune, che ha portato al provvedimento disciplinare. Il licenziamento è stato preannunciato alla dipendente comunale, che ha già provveduto a inoltrare ricorso. «L’iter disciplinare è stato concluso in estate – conferma il sindaco, Nicola Minarelli – e verso la fine del 2017 è stato consegnato l’avviso del licenziamento, che dovrebbe diventare esecutivo entro la primavera, ricorso permettendo». Per Minarelli, non è stato un fulmine a ciel sereno. «Ci sono stati diversi momenti di confronto con la lavoratrice. Rappresenta il primo licenziamento di dipendente del Comune ed è stato effettuato perché ha trasgredito le prescrizioni di legge che reggono il sistema della mutua». Alla domanda se ci sono altre cause che hanno portato a un provvedimento così drastico, che costituisce un precedente storico per la pubblica amministrazione portuense, il sindaco Nicola Minarelli preferisce trincerarsi in un «non dico altro...».