Ferrara, 17 febbraio 2017 - Due ergastoli con isolamento diurno per dodici mesi. È il conto che la Corte d’Assise, dopo tre ore e mezza di camera di consiglio, ha presentato a Constantin Fiti e Patrick Ruszo, romeno il primo, slovacco il secondo, i due imputati per l’omicidio di Pier Luigi Tartari, il pensionato di 73 anni morto al culmine di una rapina nel settembre del 2015.

Erano le 18.40 quando il presidente Alessandro Rizzieri ha letto il dispositivo di fronte a un’aula gremita. Mentre i due imputati venivano accompagnati fuori, uno di loro, Fiti, ha dato in escandescenza urlando e divincolandosi: «Avete condannato un innocente». Sono serviti quattro agenti per riportarlo alla calma.

Le lacrime della sorella della vittima: «Abbiamo sofferto tanto durante questi mesi di processo, ma mai quanto nostro fratello in quei momenti. Oggi un po’ di giustizia è stata fatta. Ora quei due ragazzi riflettano su ciò che hanno fatto».

La soddisfazione della procura nelle parole del pm Ciro Alberto Savino: «Un processo molto sentito da tutta la città». Anche al Comune di Ferrara è stato riconosciuto un danno non patrimoniale da stabilirsi in sede civile.

Cala così il sipario (almeno per il momento) su uno dei fatti di sangue più efferati che hanno macchiato la storia recente di Ferrara.