Macerata, 17 settembre 2017Con un blitz a sorpresa, ieri mattina i carabinieri forestali hanno messo sotto sequestro la casetta di legno di Giuseppa Fattori, la 95enne decisa a restare dove è sempre vissuta, a Fiastra. Pur di non andarsene, l’anziana ha passato due mesi da incubo in un container a 40 gradi. Per aver voluto migliorare le sue condizioni di vita con una casetta di legno – costruendo una casetta su un terreno edificabile di loro proprietà – ora si ritrovano indagati in tre con l’accusa di abuso edilizio.

«Ci hanno trattato come criminali – commenta il genero della pensionata, Maurizio Borghetti, sconcertato da quanto avvenuto ieri mattina –. L’accordo preso per telefono era che il sequestro sarebbe stato eseguito lunedì alle 15.30, in presenza del nostro avvocato». Ieri mattina Borghetti è andato per caso dalla suocera, a Moreggini, una piccola frazione di Fiastra. «Dovevano consegnarci il divano, così ero venuto su. Mentre ero qui, a sorpresa sono arrivati i carabinieri forestali per notificarci il sequestro. Se non fossi capitato, mia suocera si sarebbe trovata da sola con loro ad affrontare questa procedura: ma è una 95enne». I carabinieri forestali hanno notificato gli atti a Borghetti, che è indagato per l’abuso con la moglie, Gabriella Turchetti, figlia di Giuseppa, e con il costruttore che ha realizzato la casetta, Giuseppe Galletti di San Severino: il gesto di umanità nei confronti di una anziana che non voleva lasciare la casa dove è sempre vissuta, si è trasformato in un fascicolo per abuso edilizio.

Ricevuta la segnalazione dei carabinieri forestali a fine luglio, il sostituto procuratore di Macerata Micaela Piredda ha chiesto il sequestro della casetta, disposto dal giudice per le indagini preliminari Domenico Potetti ed eseguito ieri mattina. Alla vecchina è stato concesso solo un termine di 15 giorni per trovare una soluzione alternativa, poi dovrà lasciare la casetta. E il passo successivo, a rigore di legge, è l’ordinanza di demolizione del manufatto abusivo. «C’era anche una ragazza con i forestali – ha raccontato Giuseppa Fattori –. Io le ho chiesto di non farmi male se mi metterà le manette, perché ho detto anche a lei che da qui non me ne vado. Non mi muovo. Non ho paura del terremoto, e nemmeno di stare sola di notte. Sono stata qui per 75 anni, qui ho le mie cose. Quando sono stata dalle mie figlie, in sette mesi sono uscita solo quattro volte, sempre per andare dal medico perché mi ammalavo in continuazione. E poi comunque dove potrei andare, non conosco nessuno dove vivono loro: per me era una prigione. Invece qui esco, e mi vengono sempre a trovare tante persone che conosco e passano da queste parti. E poi ho le mie cose. Ecco perché sono voluta tornare a tutti i costi, anche se il periodo nel container ho sofferto tanto».

Intorno a Giuseppa ci sono le figlie, Agata e Gabriella Turchetti, i generi, e i ragazzi di «Iononcrollo», venuti a sostenere l’anziana. «Noi ci saremo comunque lunedì pomeriggio – dicono i volontari –. Avevamo organizzato una manifestazione per lei, e la faremo comunque». E anche il sindaco Claudio Castelletti è andato di persona a vedere cosa stesse accadendo. «Tenevamo tanto a questo posto – racconta Agata Turchetti –. La scorsa estate avevamo rifatto il tetto e le finestre e riverniciato le pareti, e io avevo comprato e ristrutturato la casa dei nonni, di fianco alla nostra: era arredata di tutto punto, e non ci abbiamo dormito una notte. E’ tutto distrutto, ma mia madre qui ha i fiori, l’orto, è la sua vita». «Pur di stare qui andava in bagno in casa, portandosi l’acqua», aggiunge Borghetti pieno di amarezza.