Macerata, 3 agosto 2017 - Si stringe il cerchio sui furbetti del contributo di autonoma sistemazione: sulla scrivania del procuratore capo Giovanni Giorgio sono arrivate diverse segnalazioni da parte delle forze dell’ordine del territorio su presunte percezioni indebite del contributo di autonoma sistemazione, il «cas». Vista la delicatezza della questione, sarà seguita personalmente dal procuratore, mentre continuano le verifiche di carabinieri, finanza, polizia locale, con la speranza che anche i Comuni facciano «prevenzione» al momento della richiesta del contributo stoppando da subito le persone che non presentano la documentazione necessaria o, in particolare nei paesi piccoli dove tutti si conoscono, quando sanno di avere davanti un residente che non ne ha diritto.

Le segnalazioni pervenute alla Procura verranno controllate con la massima attenzione: le persone coinvolte saranno chiamate a breve per essere interrogate e per fornire la propria versione dei fatti, anche per valutare in maniera più approfondita l’ipotesi accusatoria. L’ipotesi di reato è indebita percezione di erogazione ai danni dello Stato. Per le famiglie che, da agosto/ottobre in poi hanno percepito indebitamente una cifra che supera i 4mila euro, la sanzione amministrativa infatti non basta, si va nel penale. Per cui, oltre a pagare una contravvenzione (che non può superare il triplo del beneficio conseguito), scatta la denuncia. Il contributo va da 400 a 900 euro al mese a seconda della consistenza del nucleo familiare, con possibilità di ulteriori 200 euro per anziani e invalidi. Tolentino aveva fatto da apripista, in quanto i carabinieri avevano beccato quattro persone appartenenti a due famiglie, tornate nella palazzina dichiarata inagibile pur continuando a ricevere il contributo di autonoma sistemazione.

«Non ci risultano altri casi di percezione indebita – spiega il sindaco di Tolentino, Giuseppe Pezzanesi –. Comunque è giusto che i controlli proseguano e si restituiscano le somme allo Stato». Era arrivata a 80 controlli la scorsa settimana il sindaco di San Severino Rosa Piermattei, che eroga 1.130 cas. «Tramite anagrafe verifichiamo se c’è qualche stranezza – dice –. Se non siamo certi non accettiamo la domanda in modo che non arrivino i soldi. Abbiamo avvertito una decina di famiglie per tempo, prima che andassero avanti e hanno ritirato la domanda». «Nel nostro Comune – aggiunge il sindaco di Colmurano Ornella Formica – le famiglie possono richiedere il cas solo con l’ordinanza in mano, dopo il sopralluogo. Una scelta decisa dopo i controlli della polizia locale, che aveva trovato case inagibili ancora abitate».