Modena, 13 settembre 2017 – E’ morta a 37 anni dopo essersi iniettata l’ultima dose, un mix di cocaina ed eroina. La sera del decesso della giovane, lo scorso 7 settembre, i carabinieri, grazie alla testimonianza del fidanzato della vittima, sono riusciti a rintracciare lo spacciatore, un 28enne nigeriano noto come pusher professionista tra le forze dell’ordine. L’uomo, sottoposto a fermo, è già libero ed è sparito. Infatti il 28enne africano è stato accusato di spaccio di stupefacenti e di morte come conseguenza di altro reato e il magistrato di turno aveva chiesto per lo straniero la custodia cautelare in carcere. Il gip, però, attenendosi alle disposizioni di legge, ha convalidato il fermo ma non la custodia cautelare in carcere, disponendo per il 28enne l’obbligo di firma alla caserma dei carabinieri dove lo straniero, come ci si poteva aspettare, non si è mai presentato. Avendo infatti ceduto due sole dosi di sostanza, il quantitativo non è stato ritenuto tale da predisporre per lui il carcere ma non solo: è decaduta l’accusa di aver causato il decesso della giovane donna. Sul corpo della stessa è stata comunque disposta l’autopsia ma pare che non vi sia stata la consapevolezza, da parte dello spacciatore, di vendere droga ‘non buona’ o comunque letale. Non si può parlare, insomma, di droga killer o tagliata male. E, ovviamente, lo spacciatore, rimesso in libertà, così come vuole la legge, si è reso irreperibile.