Modena, 8 gennaio 2016 -  Hanno attirato la loro attenzione sparando un colpo in aria. Poi la domanda è arrivata così, all’improvviso. Addosso a cinque minorenni, tutti italiani sui 16 anni, che di notte a Vignola hanno incrociato per la strada sei adulti magrebini. «Ma voi siete cristiani o credete in Allah?». Risposta: «Non crediamo in niente!». Viste le tensioni globali del periodo, però, il contesto poteva già bastare per spaventare un gruppo di adolescenti.
Ma il terrore, quello vero, è arrivato subito dopo: uno degli immigrati avrebbe tirato fuori una pistola e avrebbe messo in fila i ragazzi, uno di fianco all’altro.

E uno alla volta, puntando loro l’arma addosso, avrebbe ripetuto la domanda iniziale: «Siete cristiani o pregate Allah?». Stesse risposte, ancora, ma con un filo di voce e la vista annebbiata dal panico: «Non crediamo in nulla». Poi ancora qualche minaccia, qualche presa in giro in chiave pseudoreligiosa. Ed ecco il gran finale della sceneggiata: altri due spari verso l’alto, mirando in un’altra direzione. Col dubbio, che ancora resta, che i colpi fossero a salve o che l’arma fosse una scacciacani.
I magrebini hanno infine concluso la loro recita ‘in stile Isis’ con un beffardo: «Tranquilli, era solo uno scherzo: ora potete andare». E i cinque adolescenti, udito il permesso a rompere le righe, ancora frastornati dallo spavento se ne sono andati di corsa a casa. Dove finalemente si sono potuti sfogare coi genitori.


«Mio figlio era terrorizzato – ha poi confermato una delle mamme – ma prima di sporgere denuncia abbiamo preferito parlare anche con gli altri genitori: la cosa era troppo delicata per andare avanti in ordine sparso». Prima di raccontare la vicenda ai carabinieri in questi termini, infatti, i minorenni – studenti vignolesi – hanno voluto rifletterci assieme ai loro familiari per quasi due giorni. E ieri sera si sono presentati in caserma, accompagnati, per mettere il loro racconto nero su bianco.

L’episodio, a quanto riferiscono i ragazzi, sarebbe avvenuto alle 23.30 di martedì, alla vigilia dell’Epifania. I cinque amici avevano trascorso la serata assieme e stavano rincasando a piedi dal centro, quando sono stati fermati da sei individui – descritti come «nordafricani» e «mai visti prima» – lungo via Resistenza, nel tratto tra via Plessi e via della Pace all’altezza del direzionale in cui ci sono banche e uffici.
Prevale, per ora, la sensazione che si sia trattato di uno ‘scherzo’ di pessimo gusto, anche se la definizione rischia di risultare troppo soft se si pensa all’esperienza emotiva vissuta dai cinque adolescenti. E la presenza di un’arma rende tutta la faccenda molto, molto più seria. I carabinieri – ma è la prassi in casi del genere – dovranno ora valutare ogni dettaglio riferito dai ragazzi, testarne la veridicità ed eventualmente cercare altri testimoni che martedì sera possano aver visto qualcosa o almeno udito lo sparo, comunque paragonabile da un orecchio inesperto a un grosso petardo.
A ogni modo le indagini e la caccia ai responsabili sono aperte, con una piccola speranza rivolta alle telecamere di un bancomat vicino che potrebbero aver ripreso qualche dettaglio della scena. Gli inquirenti ci stanno già lavorando.