Urbino, 23 novembre 2016 - Tre storie d’amore che si intrecciano lungo il percorso di una fuga. Una guida turistica della Bretagna tinta di noir francese. Ma c’è anche un misterioso delitto in cerca di giustizia nelle 216 pagine che hanno già l’assetto di un film e la colonna sonora giusta: ‘La Patetica’ di Cajkovskij, l’ultima sinfonia del compositore russo eseguita per la prima volta nove giorni prima della sua morte. Tutto questo è «La fuga – Delitto in Bretagna» l’ultimo libro del giornalista e scrittore Gianluigi Schiavon che sarà presentato venerdì 25 novembre ad Urbino nell’ambito di Urbinoir (ore 10.30, Dipartimento di Studi Internazionali, in piazza Rinascimento).

«La Fuga è la ripetizione in fiction di un viaggio che ho fatto in una terra meravigliosa – spiega l’autore –. Mi sono divertito a costruirlo come un vecchio film poliziesco francese in bianco e nero, mettendo all’inizio l’elenco dei personaggi in ordine di apparizione e alla fine i titoli di coda, per sapere che fine faranno questi personaggi anche dopo il libro». Al centro un nuovo caso per Lucien Bertot, un commissario sui generis che anela all’illegalità senza stupirsi della discordanza tra il suo sentire e l’agire: il delitto di un uomo sul sagrato della cattedrale di Quinper e la misteriosa sparizione di un frammento della vetrata «L’ultima Cena» di quella stessa chiesa. «Quella vetrata è perfetta – spiega Schiavon –, ma manca un particolare, un tassello di vetro rosso sul collo di Gesù. E’ cercando quel tassello mancante, che ho definito ‘il bottone di Cristo’, che si scatena la grande fuga in Bretagna con l’inseguimento dei vari personaggi».

Il commissario ribelle e amante di una prostituta, che nella fantasia di Schiavon ha le sembianze del compianto attore Lino Ventura (già campione di lotta greco-romana), prima di partire per la nuova missione metterà come sempre sul piatto del suo vecchio giradischi la Sesta Sinfonia di Cajkovskij, in cerca di ispirazione. Bertot darà la caccia a Michelle Liebreiz e Julien Vitraux, giovani amanti in fuga su una vecchia Citroën Diesse coinvolti loro malgrado – o forse no – in un delitto e in un furto clamoroso. Ma lungo la strada incontrerà anche Jean-Claude Fontanà, l’ex pugile con troppe cicatrici sul cuore e Marie Lacroix, la donna che accarezzava le sequoie nello stesso modo in cui sfiora il suo uomo. Infine si troverà tra i piedi il giornalista fanfarone Fonfon, il Romeno senza Faccia e un misterioso eurodeputato lestofante, un innominabile moderno che fa allargare lo sguardo del lettore dalla Bretagna all’Europa intera. Bertot indagherà su tutti, e alla fine scoprirà una verità che non gli piacerà. Noir tagliente e sapientemente ironico dove il profumo di cibo e vini bretoni si fondono con le intuizioni di Bertot e i pezzi del viaggio si compongono insieme ai tasselli di un caso da risolvere, ‘La Fuga’ è corredato da una cartolina-mappa per seguire i percorsi dei personaggi. Magari identificandosi con qualcuno di loro.