Pesaro, 6 agosto 2017 - Fiorenzuola come una qualsiasi domenica d’agosto. Ingorghi nella piazzetta, frotte di motociclisti, ciclisti, turisti. Traffico di curiosi sui luoghi del grande rogo, ad immortalare la scena: paesaggi da cartolina ridotti al bianco e nero, anzi a un grigio cenere pressoché uniforme.

Incredibile: ci sono pure tanti bagnanti (almeno un centinaio, per non dire della flotta di scafi) sulla celebre spiaggetta, come una qualsiasi domenica d’agosto. Ma come, non doveva vigere l’ordinanza di divieto di accesso? In effetti, le transenne ci sono, ma di quelle buttate lì, senza convinzione e soprattutto senza vigilanza. Roba che l’italiano medio aggira con facilità.

Intorno alle 11 la confusione regna sovrana nel borgo e si capisce che bisogna chiamare i vigili urbani: provvede l’assessore Bartolucci e in breve viene ripristinato l’ordine. Bagnanti cacciati con la minaccia di multe. Intanto il presidente dell’ente parco San Bartolo Davide Manenti guarda avanti: «Il parco è ferito ma vivo e tornerà più bello di prima. Da domani la vita riprenderà e tutte le attività economiche sono perfettamente funzionanti». Compreso il camping che è stato evacutato per due notti di seguito. Una quanrantina di turisti olandesi, che erano appena tornati dalla lla notte passata al vecchio palas, sono stati costretti al dietro fronto da un altro focolaio, sviluppatosi tra sabato e domenica.

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Ma quanto impiegherà la vegetazione a ricrescere? «La bassa nel giro di un paio di anni tornerà come prima, com’è successo poco prima di Casteldimezzo che ha subito un incendio pochi anni fa e ora non ce n’è più segno. Per li alti fusti – dice Manenti – bisogna pensare a piantumarli di nuovi. E sa cosa le dico? Forse è l’occasione che, sotto Fiorenzuola, al posto dei pini che nulla c’entrano con il nostro territorio e che sono andati bruciati, vengano sostituiti con piante autoctone».

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Ma il primo problema è evitare che ripartano le frane: «Sotto Fiorenzuolaprobabilmente sono andate distrutte le reti metalliche che in questi anni avevano consentito l’inerbimento artificiale della falesia e ridotto il dilavamento del terreno. Senza, il rischio che la falesia frani con le prime piogge autunnali è altissimo», conclude Manenti.

Questa mattina, i tecnici della Regione insieme alla protezione civile faranno i sopralluoghi per appurare fino a che punto la rete si è snervata e stimare il costo di un nuovo intervento.

All’ora di pranzo il sindaco Matteo Ricci dovrebbe lanciare l’idea, proprio da Fiorenzuola, di una raccolta fondi per riportare il San Bartolo all’antico splendore. Idea ripresa da diversi cittadini sui social, che il sindaco vorrebbe abbinare, a quanto sembra, alla notte delle candele.