Pesaro, 13 luglio 2017 - Accolto come una vera e propria popstar. La “lectio inauguralis” di Massimo Recalcati (FOTO), che ha inaugurato la settima edizione di Popsophia, ha totalizzato ieri sera numeri da concerto.

Rocca Costanza piena come un uovo sin dalle 20 (l’incontro era previsto alle 21.30), per ascoltare il popolare e discusso filosofo e cancello di accesso sbarrato anzitempo dagli addetti per impedire un sovraffollamento che avrebbe creato problemi di sicurezza.

Alla fine sono rimaste fuori più di 200 persone (molte delle quali provenienti da fuori provincia e prenotati online), e le proteste all’indirizzo degli organizzatori non sono mancate.

Nella sua relazione Recalcati, incalzato dalle domande di Lucrezia Ercoli, ha parlato in senso ampio del concerto di libertà e di “fughe” da questa. Partendo dal rapporto tra padri e figli, tra populismi e ideologie, tra individuo e società.

Nelle sue riflessioni Recalcati ha ribadito l’importanza del dono della libertà. Da quella che un padre concede al proprio figlio nell’aprirgli la porta al mondo, nell’avviarlo al suo viaggio verso la vita.

E il riconoscimento della libertà così come le attuali fughe da questa in direzione dei populismi. Populismi letti come “paranoici” in quanto la libertà individuale viene totalmente soppressa in nome della causa.

«Siamo di fronte al ritorno a vecchi fondamentalismi ma questa volta post ideologici». Ed ancora. «C’è una presunta superiorità morale del populismo. Di chi ad esempio si sente in diritto di parlare a nome del popolo e di auto investirsi per questo di chissà quale carica morale. Contrapponendo bene e male; giustizia e corruzione in un equivoco scontro tra popolo e governanti; tra elettori ed eletti».

Riflessioni che il caldo afoso della serata non ha fermato e che anzi sono state sottolineate dai ripetuti applausi del pubblico.

Ma Recalcati del resto è grande affabulatore e piace come davvero come una rockstar.