Prato Spilla (Parma), 7 gennaio 2018 - Dopo una notte trascorsa all’addiaccio tra le nevi dell’Appennino tosco-emiliano, l’alpinista 50enne Corrado Cassaro, geologo residente a Lesignano (Parma), è stato rintracciato nella tarda mattinata di ieri, molto provato, ma pressoché incolume nelle pendici di monte Bocco presso Prato Spilla nell’Appennino parmense, dalle squadre dei tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico emiliane (stazioni di Parma e Reggio Emilia) e toscane (stazioni di Massa e Carrara-Lunigiana).

«Con le mani ho scavato una buca in terra – racconta Cassaro, rientrato ieri pomeriggio nella sua abitazione – e mi ci sono messo dentro per passare la notte. L’ho scavato con le mani, me le sono un po’ rovinate. Il problema è che ha piovuto per ore, ero completamente zuppo». L’allarme era stato lanciato venerdì alle 15, quando Cassaro era riuscito a telefonare a un amico del Cai di Cavriago (Reggio Emilia). Poco dopo però telefonare era diventato impossibile.

Le ricerche, nel buio e nel maltempo, non avevano dato risultati ed erano state interrotte nella tarda serata. Ieri mattina i tecnici delle diverse sezioni del Soccorso Alpino si sono ritrovati alle 6.30 al campo base al Passo del Lagastrello da dove, suddivisi in squadre, sono partiti alla ricerca del disperso in zone diverse attorno a monte Bocco. Il primo contatto è avvenuto verso le 10.30 quando l’alpinista, che si trovava in fondo a un canalone di neve gelata, ha risposto ai fischi di richiamo dei soccorritori. Da quel punto è iniziata la difficile operazione di recupero dell’escursionista attraverso la calata con corde allestita dai tecnici del Soccorso Alpino per poter far risalire l’alpinista, molto provato per aver trascorso la notte in quel luogo impervio tra neve e ghiaccio, con condizioni meteorologiche proibitive.

«Per sua fortuna – dice il responsabile del Soccorso Alpino monte Cusna, Luca Pezzi – la temperatura si è mantenuta a 5 gradi. Se fosse scesa sotto lo zero l’uomo avrebbe rischiato la vita per ipotermia. Aveva anche gli abiti per cambiarsi e qualcosa da mangiare e tutto questo gli è servito per sopportare meglio le criticità della notte. Però era molto provato».

Sentire la voce del disperso rispondere alle chiamate dei soccorritori dopo una notte in un luogo impervio è stato un momento di grande gioia per tutti. Corrado Cassaro ha raccontato ai primi soccorritori che venerdì, dopo essere salito sulla vetta di monte Bocco, invaso da una fitta nebbia e nubi basse, ha perso l’orientamento. Avvalendosi delle tecniche di alpinismo, ha cominciato a scendere per portarsi verso il livello della vegetazione. È scivolato una prima volta danneggiando l’attrezzatura, poi ha ripreso a scendere, ma è scivolato una seconda volta arrestandosi contro i faggi.

A quel punto ha trovato una posizione che rendesse più sicuro il pernottamento, si è cambiato gli abiti che erano bagnati fradici, ha mangiato qualcosa che aveva nello zaino e ha atteso, ovviamente al freddo, l’arrivo dell’alba e dei soccorritori. Al rientro con i soccorritori al campo base del Saer al Lagastrello ha rinunciato a qualsiasi controllo sanitario, anzi si è trattenuto a pranzo con gli stessi soccorritori in una trattoria del Passo del Lagastrello, dove è stato raggiunto dalla sorella con la quale è tornato a casa dopo la terribile avventura che lo ha portato a vivere una notte da lupo sull’Appennino.